Architettura romana Roma

Architettura romana

La "scoperta", fra il XVIII ed il XIX sec. dell'arte greca, provocò nel giudizio degli storici un repentino declassamento di quella etrusca e romana, affibiando il ruolo di arte "provinciale" la prima e di semplice "imitatrice" la seconda.

Dell'architettura romana, al di là del I sec. a.C., si conosceva ben poco: negata l'esistenza di una vera e propria architettura prima dell'incendio di Roma da parte dei Galli tra il 390 e il 387 a.C., il resto veniva relegato nell'ambito dell'architettura ellenistica.

Solo ai primi del '900 ebbe inizio un processo di revisione condotto congiuntamente da architetti e archeologi. All'ipotesi che prima di Silla (82 - 79 a.C.) non esistesse un'architettura romana si può ora obiettare ribadendo l'originalità di molte elaborazioni romano - laziali, quali il tempio etrusco - italico, a triplice cella e sollevato su un podio od il tipo della casa ad atrio. L'eclettismo romano è da intendere come ampliamento e rielaborazione di concetti già espressi, come l'innovazione e la sperimentazione dell'arco e della volta.

L'architettura in Grecia si era fermata all'incontro di linee orizzontali e verticali e delle forme a superfici piane; sovrapporre volume a volume, conquistare lo spazio sia in superficie che in altezza, specie con l'adozione della linea curva, rimase un problema estraneo. In Italia, invece, già dall'età tardo - repubblicana si potrebbe dire che l'architetto usasse considerare lo sviluppo non solo prospetticamente dall'esterno, ma simultaneamente dal centro stesso dell'interno e con una chiara prevalenza dell'alzato e della sezione sulla pianta. L'innegabile impulso innovatore dell'architettura imperiale romana non sarebbe stato tale se non l'avesse preceduto un lungo e originale travaglio genetico già in età repubblicana.

E' necessario affrontare il tema dell'arte e dell'architettura romana senza trascurare preliminarmente e con estrema chiarezza due questioni: se per storia dell'arte romana si debba intendere la nascita e lo svolgimento di una specifica espressione artistica "romana", legata cioè alla città di Roma ed ai suoi abitanti o se si debba invece intendere l'identificazione e la descrizione di quelle culture artistiche che fiorirono, con diversi esiti, entro il sempre più vasto ambito politico romano.

E' da porre quindi la distinzione concettuale fra "arte romana" ed "arte del mondo antico di età romana" chiarendo che non è possibile limitare l'indagine ad una sola delle due questioni: anche perchè nella realtà storica i due problemi non possono assolutamente tenersi distinti per la forte e continua interazione che lega Roma alla sua periferia, facendone un centro di porpulsione culturale che, consentendo diversità di espressione, non annulla mai l'autonomia formale dei centri artistici tradizionali divenuti periferici. E' proprio in questa azione unificatrice che possiamo vedere uno dei motivi che conferiranno, poi, importanza europea e mediterranea all'arte romana.

L'architettura greca era stata il prodotto di una civiltà sicura dei suoi fondamenti, che per tutto il suo periodo creativo, dal VII al IV sec. a.C, riuscì a conservare una straordinaria unità di intenti artistici. Di fronte ad un edificio o una statua prodotti in Grecia, o sotto l'influenza greca, il profano non ha difficoltà a riconoscere, nè lo storico d'arte a definire, le qualità che li distinguono come tipicamente greci. E questo è dovuto in pirmo luogo al raro genio creativo dei greci stessi.

Ma la situazione di Roma fu molto diversa.

L'arte e l'architettura nacquero e presero forma in un mondo che era già dominato dalla sostanza concreta quanto dalle concezioni proprie della cultura greca, che giunsero attraverso le colonie greche dell'Occidente e di seconda mano attraverso l'intermediario dell'Etruria, e, dopo l'espansione di Roma verso Oriente, direttamente dalla stessa Grecia metropolitana.

Si riconosce generalmente che l'arte e l'architettura di Roma furono il prodotto di una situazione storica complessa e in continua evoluzione, in cui ebbero parte importante fattori politici, economici e sociali. Mentre l'architettura Greca si era potuta sviluppare liberamente fino alla sua maturità secondo la logica interiore delle sue promesse sociali ed estetiche, l'architettura romana per gran parte della sua storia non fu così fortunata. E, che si voglia o no, va vista come una manifestazione di quel fenomeno storico complesso, mutevole e spesso elusivo che fu Roma e il suo impero.

 

Inserito da Francesco il Dom, 01/04/2007 - 22:11

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