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Manifestazione No Tav: studenti della Sapienza invadono la stazione Termini
Foto by roma.indymedia.org
Studenti della Sapienza invadono la stazione Termini per solidarietà ai No Tav.Binari occupati da centinaia di studenti e transito dei convogli bloccato
Sono circa trecento gli studenti della Sapienza che oggi alle ore 15 hanno occupato la stazione Termini e invaso i binari bloccando il regolare traffico dei convogli in arrivo e partenza. Danneggiato un Frecciarossa prima che gli studenti si allontanassero.
Tutto ha avuto inizio dopo un'assemblea presso la facoltà di fisica nell'ateneo romano, per manifestare solidarietà al movimento No Tav e all'agricoltore Luca Abbà.Questi è uno dei leader del movimento, fulminato e precipitato da un traliccio dell'alta tensione ieri in Val di Susa e attualmente in gravi condizioni. Dalla stazione Termini il corteo si è poi spostato per le vie della capitale fino a raggiungere Porta Maggiore e lo Scalo di San Lorenzo, rovesciando cassonetti e gettando il traffico nel caos.
Il movimento No Tav, guidato dal leader Alberto Perino, è attivo nella Val di Susa e si oppone con fermezza alla realizzazione della linea ferroviaria Torino-Lione. Gli argomenti portati a sostegno della protesta sono 150 e sono contenuti in un documento redatto dall'associazione Pro Natura Torino. Nel documento si parla ad esempio di problemi relativi ai lavori che durerebbero anni e che graverebbero sugli abitanti della valle che sarebbero costretti a sopportare inquinamento acustico e polveri sottili. Ma anche di come la Ferrovia del Frejus sarebbe sottoutilizzata e il cui potenziamento sarebbe di molto preferibile anche in termini economici della costruzione di una doppia linea. O di come i lavori per la creazione del tunnel potrebbero causare gravi dissesti idrici nelle zone vicine, proprio come già avvenuto per quello del Mugello.
Lele Rizzo, altro leader della Val di Susa, annuncia: “Protesteremo presto, ma non saremo violenti. Perché il guaio l’hanno fatto loro. Adesso possiamo dimostrare che non siamo noi i cattivi". Sembra che la situazione nella valle sia destinata a degenerare e il contatto con le forze dell'ordine sarà inevitabile. E Rizzo incalza: “Noi non faremo i martiri. Ma non tireremo sassi, saranno loro a decidere quello che deve succedere”.
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