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Gli abitanti del centro storico e la movida notturna
Foto di okroma.it
Data evento:
23.05.2012
I residenti esprimono in cinque punti le loro richieste contro il degrado ed il caos
Gli abitanti del centro storico esprimono cinque proposte per arginare il degrado ed il caos causato dalla movida notturna. Chi risiede nella zona del tridente lamenta l'imperversare nel cuore della notte di bevute incontrollate, schiamazzi, traffico e musica proveniente dai locali che impediscono loro il sonno. Le richieste comprendono una rigida regolamentazione riguardo gli orari delle attività di somministrazione, dei bar e dei pub.
Roberto Tomassi, membro del Coordinamento residenti del centro storico, spiega come anche la Regione Lazio e il Ministero dello Sviluppo hanno inviato al Comune i loro pareri in merito alla questione chiedendo di disciplinare gli orari in modo che i locali che vendono alimenti e bevande chiudano alle due (dal primo maggio al 30 ottobre, invece, all'una). La salvaguardia dei beni culturali, della salute pubblica e della pubblica sicurezza sono i motivi di questo invito ad agire indirizzato al Comune.
La seconda richiesta riguarda l'allargamento della ZTL a tutti i rioni come già avviene a Trastevere e a San Lorenzo.
La terza è relativa alle norme specifiche da implementare in modo permanente per arginare il degrado e l'abuso di alcol. Su questo si dice concorde anche il comitato Vivere Trastevere, che indica come esempio gli ordinamenti civici di altre città italiane quali Bologna, Verona e Piacenza. In queste città non si può andare in giro con bottiglie e lattine dopo le ore 22.
Gli ultimi due punti riguardano i controlli e l'eventuale repressione. Si lamenta la mancanza di misure concrete per impedire i comportamenti illegittimi e per non permettere l'attuale elevato stato di degrado. Più pattuglie, più presenze fisse e numeri di telefono ai quali i cittadini possano indirizzare le proprie richieste, sono le richieste. Sono state anche richieste multe più salate per i proprietari dei locali che, in caso di recidività, dovrebbero essere costretti a chiudere l'attività.
"Speriamo che non avvenga come in passato, quando l’Amministrazione Comunale ha completamente ignorato le proposte delle associazioni dei residenti, ma stavolta ci dia ascolto", continua Tomassi. "Se l’avesse fatto all’epoca, ora non dovrebbe correre precipitosamente ai ripari in seguito al provvedimento del Tar".
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