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Mezzi pubblici a Roma: sempre peggio
Foto di tg24.sky.it
Data evento:
08.06.2012
I passeggeri lamentano disagi di tutti i tipi. Le tariffe, intanto, aumentano.
La situazione dei mezzi pubblici a Roma va sempre peggio. A raccontarlo sono proprio i passeggeri delle line bus e metro che lamentano disagi di tutti i tipi nonostante nel frattempo le tariffe per chi viaggia sono aumentate. C'è chi rischia di essere investito mentre aspetta il bus. C'è chi prende la metro ed è costretto a trascinare le proprie valige lungo le rampe di scale perchè quelle mobili sono malfunzionanti. Ogni giorno gli utenti lamentano questo tipo di problemi in ogni quartiere della città, soprattutto in periferia, e ciò non è affatto degno di una capitale europea come Roma. Riportiamo la sosta selvaggia sulle corsie preferenziali non controllate con conseguente aumento del tempo di percorrenza lungo la tratta dei mezzi. I convogli fatiscenti e privi di aria condizionata della metropolitanea linea B. Ma soprattutto gli utenti lamentano tempi di attesa troppo lunghi. Nei quartieri più centrali l'Atac ha istallato alle fermate dei bus un sistema di palline segnalatrici che indicano agli utenti i tempi di attesa, ma in quelli periferici non c'è nulla di tutto questo. Le fermate, poi, lamentano l'assenza di pensiline, di panchine e spesso sono collocate proprio sul ciglio della strada con grave rischio per l'incolumità di chi aspetta il mezzo.
Il problema delle pensiline è soprattutto presente nei quartieri ad est di Roma. Sono come mosche bianche lungo la Prenestina, Tuscolana, Casilina e nei quartieri interni. Lungo la linea del tram da Centocelle a Porta Maggiore ce ne sono solo due e mancano i display elettronici per gli orari. In zona Centocelle si conta una sola pensilina ogni tre fermate. Sulla Tuscolana ci sono solo dei pali piantati sui marciapiedi e per giunta ci parcheggiano le auto. All'Infernetto niente panchine, niente pensiline, niente palline elettroniche e le fermate sono a ridosso della strada con il rischio di essere investiti aspettando l'autobus. Su Via di Acilia gli utenti sono costretti a ripararsi dal sole sotto le tende dei negozi vicino alle fermate.
Per tutta Roma è diffuso il problema della sosta selvaggia sulle corsie preferenziali. C'è chi ci parcheggia, chi le occupa per scaricare merci, e chi la usa tranquillamente come se non fosse preferenziale. In ogni caso a farne le spese sono quelli che a bordo degli autobus vedono il mezzo bloccato e l'autista accanirsi sul clacson senza alcun risultato per svariati minuti.
Chi viaggia sulla linea B della metropolitana descrive scene da terza classe. Convogli fatiscenti imbrattati da spray, caldo soffocante, umidità, vagoni stracolmi di gente, ritardi su ritardi. La stazione di Termini, poi, regala angoli con cavi scoperti, cantieri con dentro rifiuti e cartacce e indicazioni fuorvianti per chi deve fare il cambio tra linea A e B. Sulla banchina in direzione Rebibbia al posto delle casse penzolano dei cavi e un microfono. Le scale mobili di Garbatella sono fuori servizio. Così come i bagni di quelle di Pietralata e Quintiliani.
Per quanto riguarda i ritardi, gli utenti dei quadranti periferici sud ed est arrivano a definirli "eterni". In Via Casilina e Via Prenestina mancano le indicazioni sugli orari di passaggio degli autobus. Su Via Prenestina i bus talmente strapieni che il più delle volte non si riesce nemmeno a salirci sopra. All'Infernetto si lamentano tempi di attesa misurabili in mezz'ore. A Spinaceto i collegamenti sono pessimi e c'è chi si organizza in base al traffico sulla Pontina ed al ritardo dell'autobus.
Intanto, però, le tariffe sono aumentate del 50%.
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