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Storia di Campo Marzio
Il rione Campo Marzio è decisamente il rione più antico di Roma. Una vasta area pianeggiante, a nord del Quirinale e del Campidoglio, delimitata dall'ansa del Tevere a ovest intorno all'attale piazza del Popolo.
Età antica
Sin dall'epoca regia, l'area fu consacrata al dio Marte, e adibita ad esercizi militari. Tarquinio il Superbo se ne appropriò e lo fece coltivare a grano. Secondo una leggenda, durante la rivolta che causò la cacciata del re, i covoni di quel grano furono gettati nel fiume dando origine all'Isola Tiberina.
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Con l'inizio dell'epoca repubblicana, il Campo Marzio ritornò area pubblica e fu riconsacrato al dio. Fu sede dei comitia centuriata, assemblee del popolo in armi. La parte più meridionale della piana, a partire dalle pendici del Campidoglio (dove attualmente sono visibili i resti del teatro di Marcello e del portico di Ottavia) era distinta dal Campo Marzio vero e proprio, con il toponimo di Circo Flaminio. L'area fu attraversata dalla via Flaminia, la cui parte urbana prese il nome di via Lata (attuale via del Corso).
Le fondazioni di edifici sacri partono dal primo dei re di Roma, Romolo e proseguono fino a tutto il II secolo a.C.. Vi vennero inoltre edificati portici e edifici privati e vi ebbero dei possedimenti Publio Cornelio Scipione detto l'Africano e Pompeo.
nizialmente la zona, poiché era al di fuori dei confini ufficiali della città (pomerio), venne utilizzata per dare udienza ad ambasciatori stranieri e vi venivano più facilmente eretti luoghi di culto per le divinità orientali. L'inizio della monumentalizzazione dell'area si ebbe con il teatro di Pompeo nel 55 a.C.. Con Cesare furono sistemati gli edifici legati alle elezioni, i Saepta (completati da Augusto) e la Villa publica.
L'ottocento
Nell'ottocento, anche topograficamente, Roma era la città barocca di tre secoli prima e la struttura che Paolo III, Gregorio XIII, Sisto V, avevano cominciato a darle nel Cinquecento rimaneva incompleta, raggiunta solo in parte dalle nuove costruzioni, e per lo più invece era ancora in campagna tra i muri di cinta delle vigne e delle ville.
Campo Marzio era la zona maggiore delle tre parti in cui si configurava Roma durante il periodo pontificio: occupava tutta l'ansa del fiume e le case si schieravano fitte lungo il fiume dal quartiere dell'Oca accanto a Porta del Popolo, fino alla Bocca della Verità. La massa compatta di case era interrotta da poche piazze e rettifili: piazza Navona, piazza del Popolo, piazza del Quirinale, Via Giulia, via Ripetta, il Corso, via del Babuino, via Condotti e via Panisperna. Le case finivano contro le pendici del Pincio, villa Medici, villa Ludovisi, i giardini del Quirinale: al di la via Margutta, via Sistina e piazza Barberini non c'era più nulla.
La crescita della popolazione era stata quasi tutta assorbita da questo agglomerato: i ricchi avevano costruito i loro palazzi nella zona barocca del Corso e di piazza di Spagna; i poveri avevano riempito i vuoti giardini medioevali e rinascimentali nel quartiere del Rinascimento.
Link esterni: Wikipedia, Google MapsTi potrebbe interessare anche...
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