Il Senato della Repubblica di Roma

I magistrati, consoli, questori e dittatori, finita la loro carica entrano a far parte di diritto del Senato.

Il senato ha una funzione consultiva, svolta grazie al Senatus Consultum: i magistrati, secondo gli “usi degli avi”, sono tenuti a “chiedere consiglio” al senato prima di prendere decisioni per conto dello Stato, sia per la politica interna che per quella estera. Il Senatus Consultum si formalizza in un documento formato di tre parti:

  • praescriptio: è la prima parte e vi sono inseriti il nome del magistrato che ha sottoposto la questione al senato, la data e il luogo in cui si è riunito il senato stesso, i nomi dei senatori che hanno esercitato la funzione di estensori del senato consulto;
  • relatio: è il testo della questione che viene sottoposta al senato, cioè quella richiesta dal magistrato;
  • sententia: ci sono scritte le decisioni dei padri coscritti.

Inizialmente, quindi, il senato ha solo un potere consultivo, nessun potere legislativo, esecutivo o giudiziario. Con il tempo diventa, però, il principale organo di governo e il corpo deliberante da cui la politica romana prendeva forma e sostanza. Questa espanzione della posizione del senato viene sottolineata dall’espressione Senatus PopulusQue Romanus, che significa “il Senato ed il popolo romano”.

Le funzioni del senato si divido nei tue campi della politica interna ed estera. I compiti svolti in matria di politica internasono:

  • discussioni delle proposte di legge;
  • ratifica delle delibere dei comizi, infatti queste non hanno validità senza approvazione del senato; 
  • controllo sulle finanze pubbliche riferite alla riscossione dei tributi e delle spese effettuate dai magistrati in carica nello svolgimento delle loro funzioni;
  • delibera di vendite straordinarie di cereali a basso prezzo, come nei casi di carestia;
  • assegnazione di lotti dell’ager publicus ai contadini poveri;
  • invio di coloni nelle province per diminuire la disoccupazione;
  • invito ai consoli alla nomina di un dittatore quando un pericolo incombente minaccia lo stato;
  • senatus consultum ultimum: il nome per esteso è Senatus consultum de re publica defendenda (Decreto finale del senato per la difesa dello Stato). Con questa delibera il senato dà poteri straordinari ai consoli, viene usato nei periodi di grave pericolo e sancisce che “consules darent operam ne quid detrimenti respublica caperet” (i consoli si adoperino affinché lo stato non subisca alcun danno). Il senatus consultum ultimum viene istituito per la prima volta dopo la seconda guerra punica.

I compiti di politica estera, invece, prevedono:

  • la preparazione di dichiarazioni di guerra e trattati di pace da sottoporre all’approvazione dei comizi;
  • la scelta dei teatri delle operazioni militari;
  • la cura dei rifornimenti di viveri e di armi;
  • la concessione del trionfo o di altri onori ai generali vittoriosi;
  • il ricevimento di ambasciate straniere;
  • il compito di stringere patti e alleanze;
  • la concessione della cittadinanza romana o dell’autonomia a città e popolazione;
  • la costituzione di nuove province.