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Quartiere Trieste
Il quartiere Trieste, a cavallo tra il quarto e il secondo municipio, si sviluppa nel primo dopoguerra.
Tra il 1918 e il 1925 si costruisce a Piazza Bologna, ai Parioli, a Viale Romania, a Piazza Quadrata, all’Aventino e soprattutto tra la Salaria e la Nomentana lungo via Tagliamento e Corso Trieste, convenzionati con la Società Generale Immobiliare, la marchesa Teresa Torlonia Gerini e l’impresa Federici
Nel secondo dopoguerra, il quartiere vive uno dei fenomeni già in atto in tutto il territorio comunale: i saldamenti. Così, nella zona est di Roma, verso la Nomentana, la storia si ripete: l’asse di espansione è una vecchia marana, oggi Corso Trieste, e Viale Eritrea, Viale Libia si affiancano al quartiere africano.
Corso Trieste era nato come viale signorile contornato da villini ma, ad un certo punto cambia di colpo crattere e case intensive di otto e dieci piani fronteggiano il suo ltimo tratto, viale Eritrea. Si tratta del cosiddetto "quartiere africano", che deriva il suo nome dal fatto che tutte le strade sono intitolate alle regioni e città delle ex colonie italiane.
Tra i proprietari dei terreni vi è la Società generale Immobiliare, che si avvale della legge per le "case convenzionate", che furono la diretta conseguenza dello sblocco totale dei fitti preannunciato dal 1923. La legge concedeva una serie di facilitazioni a chi avesse costrutito nuove case con l'impegno di mantenere i fitti a sole 60-65 lire per vano per i primi cinque anni. La scusa dell'urgenza e della necessità di spingere lo sfruttamento del terreno oltre i limiti dell'epoca, furono responsabili della nascita dei "casermoni di cemento", che svilupparono l'ambiente tipico di viale Eritrea, due ali continue di dieci piani, affacciati su una via che rappresenta tutta la vita sociale e di quartiere per migliaia di persone.
Link esterni: Wikipedia, Google Maps
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