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	<title>Piazze - RomaVisibile.it</title>
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	<description>Il portale della capitale</description>
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		<title>Piazza Navona</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Nov 2020 13:05:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Monumenti]]></category>
		<category><![CDATA[Piazze]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra le tante meraviglie di Roma che meritano di essere scoperte nel corso di un tour nella Capitale, magari  a &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p> Tra le tante meraviglie di Roma che meritano di essere scoperte nel corso di un tour nella Capitale, magari  a bordo di un’auto presa a noleggio, non si può fare a meno di menzionare <strong>la splendida Piazza Navona</strong>, uno dei simboli della Città Eterna, punto di ritrovo non solo per i turisti, ma anche per chi nella Capitale ci vive.</p>



<h2>
La
storia della piazza</h2>



<p>

<strong>In
passato piazza Navona era uno stadio</strong>:
si trattava, in particolare, dello Stadio di Domiziano, che
l’imperatore omonimo aveva fatto realizzare nell’anno 85 d.c.&nbsp;
sottoposto poi a restauro nel III secolo su iniziativa di Alessandro
Severo.</p>



<p>
Largo
106 metri, raggiungeva una lunghezza di 276 metri ed era in grado di
accogliere fino a 30mila persone.</p>



<p>
Anche
a quei tempi&nbsp;<strong>erano
presenti numerose statue a scopo decorativo</strong>,
tra le quali quella di Pasquino, che oggi si trova nella piazza
omonima che gli è stata intitolata.</p>



<p>
Dal
momento che si trattava di uno stadio, la sua destinazione principale
era quella delle competizioni degli atleti: esso era libero, a
differenza – per esempio – del Circo Massimo, che invece
prevedeva la presenza di un muro divisorio, la cosiddetta spina.</p>



<h2>
Che
cosa vedere a Piazza Navona</h2>



<p>
Una
visita ideale della piazza&nbsp;<strong>potrebbe
iniziare</strong>&nbsp;dal
capolavoro del Bernini, vale a dire la&nbsp;<strong>Fontana
dei Fiumi</strong>,
impreziosita al centro&nbsp;<strong>dall’Obelisco
Agonale</strong>&nbsp;che
si fa notare per il suo stile egiziano.</p>



<p>
In
cima si trova una colomba, ma per notarla occorre aguzzare la vista,
dal momento che il monumento supera i 30 metri di altezza.</p>



<p>
La
fontana è caratterizzata da&nbsp;<strong>quattro
figure colossali</strong>,
ciascuna delle quali assume una posa differente: una rappresenta
il&nbsp;<strong>Rio
de la Plata</strong>,
una il&nbsp;<strong>Danubio</strong>,
una il&nbsp;<strong>Nilo</strong>&nbsp;e
una il&nbsp;<strong>Gange</strong>.</p>



<p>
In
pratica, si tratta dei fiumi più importanti che erano conosciuti al
tempo in cui la costruzione venne edificata.</p>



<p>
Di
fronte alla fontana gli appassionati di storia dell’arte non
faranno fatica a riconoscere il gioiello barocco della&nbsp;<strong>Chiesa
di Sant’Agnese in Agone</strong>&nbsp;del
Borromini: la santa a cui è dedicata – Agnese, appunto – era una
bambina di dodici anni che morì dentro lo stadio presente là dove
oggi c’è la piazza. Sant’Agnese, ancora adesso, è la patrona
delle adolescenti e delle giovani donne.</p>



<h2>
Le
altre fontane</h2>



<p>
Non
c’è solo la Fontana dei Fiumi, con i suoi leoni, a rapire lo
sguardo di chi osserva Piazza Navona: nelle vicinanze si trovano,
infatti, anche la&nbsp;<strong>Fontana
del Nettuno</strong>&nbsp;e
la&nbsp;<strong>Fontana
del Moro</strong>.</p>



<p>
La
prima è collocata nel versante settentrionale della piazza e
raffigura la lotta tra un mostro del mare e la divinità delle acque;
la seconda, invece, è ubicata sul fronte opposto, e propone la
rappresentazione di molteplici animali marini, tra i quali spicca
l’eleganza dei delfini.</p>



<h2>
I
palazzi</h2>



<p>
Sulla
piazza si affacciano alcuni dei palazzi più importanti di tutta
Roma: basti pensare, per esempio, a&nbsp;<strong>Palazzo
Pamphilj</strong>,
che venne fatto costruire da Girolamo Rainaldi intorno alla metà del
XVII secolo; oppure a&nbsp;<strong>Palazzo
De Torres – Lancellotti</strong>,
che invece fu realizzato circa un secolo prima da Pirro Ligorio.</p>



<p>
Risale
alla fine del Settecento, invece, Palazzo Braschi, edificato in un
punto in cui in precedenza si trovava il palazzo che il prefetto di
Roma Francesco Orsini aveva fatto costruire in epoca rinascimentale.</p>



<h2>
Quando
visitare Piazza Navona</h2>



<p>

Se
se ne ha la possibilità, per cogliere in pieno la magia di questa
piazza&nbsp;<strong>sarebbe
preferibile visitarla nel periodo natalizio</strong>&nbsp;o
nei giorni dell’Epifania, quando si festeggia la Befana di Piazza
Navona.</p>



<p>
Tra
la fine di dicembre e l’inizio di gennaio, infatti, ci si può
immergere nel fascino del mercato che si svolge in questa parte della
città.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Architettura romana</title>
		<link>http://www.romavisibile.it/architettura-romana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2015 11:00:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Acquedotti]]></category>
		<category><![CDATA[Architettura]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>La &#8220;<i>scoperta</i>&#8220;, fra il XVIII ed il XIX sec. dell&#8217;arte greca, provocò nel giudizio degli storici un repentino declassamento di quella etrusca e romana, affibiando il ruolo di arte &#8220;<i>provinciale</i>&#8221; la prima e di semplice &#8220;<i>imitatrice</i>&#8221; la seconda.</p>



<p>Dell&#8217;<b>architettura romana</b>, al di là del I sec. a.C., si conosceva ben poco: negata l&#8217;esistenza di una vera e propria architettura prima dell&#8217;incendio di <b>Roma</b> da parte dei Galli tra il 390 e il 387 a.C., il resto veniva relegato nell&#8217;ambito dell&#8217;<u>architettura ellenistica</u>.</p>



<p>Solo ai primi del &#8216;900 ebbe inizio un processo di revisione condotto congiuntamente da architetti e archeologi. All&#8217;ipotesi che prima di Silla (82 &#8211; 79 a.C.) non esistesse un&#8217;architettura romana si può ora obiettare ribadendo l&#8217;<b>originalità di molte elaborazioni romano &#8211; laziali,</b> quali il <u>tempio</u> etrusco &#8211; italico, a triplice cella e sollevato su un podio od il tipo della <u>casa ad atrio</u>. L&#8217;eclettismo romano è da intendere come ampliamento e rielaborazione di concetti già espressi, come l&#8217;innovazione e la sperimentazione dell&#8217;<b>arco</b> e della <b>volta</b>.</p>



<p>L&#8217;architettura in Grecia si era fermata all&#8217;incontro di linee orizzontali e verticali e delle forme a superfici piane; sovrapporre volume a volume, conquistare lo spazio sia in superficie che in altezza, specie con l&#8217;<b>adozione della linea curva</b>, rimase un problema estraneo. In Italia, invece, già dall&#8217;età tardo &#8211; repubblicana si potrebbe dire che l&#8217;architetto usasse considerare lo sviluppo non solo prospetticamente dall&#8217;esterno, ma simultaneamente <u>dal centro stesso dell&#8217;interno e con una chiara prevalenza dell&#8217;alzato e della sezione sulla pianta</u>. L&#8217;innegabile impulso innovatore dell&#8217;architettura imperiale romana non sarebbe stato tale se non l&#8217;avesse preceduto un lungo e originale travaglio genetico già in età repubblicana.</p>



<p>E&#8217; necessario affrontare il tema dell&#8217;arte e dell&#8217;architettura romana senza trascurare preliminarmente e con estrema chiarezza due questioni: se per storia dell&#8217;arte romana si debba intendere la nascita e lo svolgimento di una specifica espressione artistica &#8220;romana&#8221;, legata cioè alla città di Roma ed ai suoi abitanti o se si debba invece intendere l&#8217;identificazione e la descrizione di quelle culture artistiche che fiorirono, con diversi esiti, entro il sempre più vasto ambito politico romano.</p>



<p>E&#8217; da porre quindi la distinzione concettuale fra &#8220;<b>arte romana</b>&#8221; ed &#8220;<b>arte del mondo antico di età romana</b>&#8221; chiarendo che non è possibile limitare l&#8217;indagine ad una sola delle due questioni: anche perchè nella realtà storica i due problemi non possono assolutamente tenersi distinti per la forte e continua interazione che lega Roma alla sua periferia, facendone un<b> centro di porpulsione culturale</b> che, consentendo diversità di espressione, non annulla mai l&#8217;autonomia formale dei centri artistici tradizionali divenuti periferici. E&#8217; proprio in questa <b>azione unificatrice</b> che possiamo vedere uno dei motivi che conferiranno, poi, importanza europea e mediterranea all&#8217;arte romana.</p>



<p>L&#8217;architettura greca era stata il prodotto di una civiltà sicura dei suoi fondamenti, che per tutto il suo periodo creativo, dal VII al IV sec. a.C, riuscì a conservare una straordinaria unità di intenti artistici. Di fronte ad un edificio o una statua prodotti in Grecia, o sotto l&#8217;influenza greca, il profano non ha difficoltà a riconoscere, nè lo storico d&#8217;arte a definire, le qualità che li distinguono come tipicamente greci. E questo è dovuto in pirmo luogo al raro genio creativo dei greci stessi.</p>



<p>Ma la <b>situazione di Roma fu molto diversa</b>.</p>



<p>L&#8217;arte e l&#8217;architettura nacquero e presero forma in un mondo che era già dominato dalla sostanza concreta quanto dalle concezioni proprie della cultura greca, che giunsero attraverso le colonie greche dell&#8217;Occidente e di seconda mano attraverso l&#8217;intermediario dell&#8217;Etruria, e, dopo l&#8217;espansione di Roma verso Oriente, direttamente dalla stessa Grecia metropolitana.</p>



<p>Si riconosce generalmente che <b>l&#8217;arte e l&#8217;architettura di Roma furono il prodotto di una situazione storica complessa e in continua evoluzione</b>, in cui ebbero parte importante fattori politici, economici e sociali. Mentre l&#8217;architettura Greca si era potuta sviluppare liberamente fino alla sua maturità secondo la logica interiore delle sue promesse sociali ed estetiche, l&#8217;architettura romana per gran parte della sua storia non fu così fortunata. E, che si voglia o no, va vista come una manifestazione di quel fenomeno storico complesso, mutevole e spesso elusivo che fu Roma e il suo impero.</p>


<h2>Età regia e repubblicana</h2>


<p><strong>Età regia e repubblicana</strong> viene solitamente riferito a quel periodo storico che va dal III al I secolo a.C. L&#8217;influeza greca contribuì a produrre in Italia una cultura artistica sostanzialmente comune, anche se molto articolata nelle tendenze locali; per il Lazio e Roma la collocazione geografica intermedia garantì agli sviluppi artistici regionali una funzione di originale presenza e, ad un certo punto, anche di coordinamento e superamento.</p>



<p>In queste prime fasi, la dipendenza dall&#8217;arte atrusca è stata, imgiustificatamente, considerata totale, mentre si sarebbe dovuto parlare di interdipendenza, o meglio, di connessione unitaria nella formulazione delle due esperienze artistiche.</p>



<p><strong>L&#8217;arco e la volta</strong>, elementi strutturali fondamentali nelle costruzion romane, ma non romani di invenzione, erano già impiegati in Etruria, in Oriente antico e in Grecia, quando la creatività e la rielaborazione romane li portarono ad una più vivia e nuova formulazione architettonica.</p>



<p>L&#8217;architettura greca si era fermata all&#8217;incontro tra linee orizzontali e linee verticali e a superfici piane, lasciando estraneo il sovrapporre volume a volume o il conquistare lo spazio con l&#8217;impiego della linea curva. <strong>L&#8217;architettura romana in età tardo repubblicana usava considerare i suoi modelli con una chiara prevalenza dell&#8217;alzato e della sezione sulla pianta.</strong></p>



<p>Occorre distinguere l&#8217;<strong>arte romana</strong> legata cioè alla città di Roma e al suo hinterland, dall&#8217;<strong>arte del mondo antico di età romana</strong>, cioè la cultura artistica fiorita nel più vasto ambito politico romano, riconoscendo però che le due non possono essere scisse perchè fittamente interconnesse e correlate.</p>



<p>Il <strong>contributo romano</strong> sta nell&#8217;aver stabilito una connessione tra l&#8217;arco stesso e quella tendenza già presente nell&#8217;architettura ellenistica di dare maggior risalto alla valenza strutturale dell&#8217;ordine per ricercare un valore più decorativo; il tutto valorizzato dalla tecnica del calcestruzzo.</p>



<p>L&#8217;<strong>opus reticolatum</strong>, ad esempio, era un materiale inventato nella zona tra Lazio e Campania nel III sec. a.C con componenti facilmente reperibili che permetteva, data la leggerezza, di realizzare elementi impossibili con la tecnica muraria. Il nucleo era composto da spezzoni lapidei immersi in una malta di calce e sabbia originata da una muratura esterna o da marmo. L&#8217;uso si diffuse a macchia d&#8217;olio per i vantaggi offerti ma solo per l&#8217;edilizia civile, non religiosa, e qeulla delle grandi comunicazioni e trasporti: porti, acquedotti, terme, teatri, anfiteatri. Nel campo dell&#8217;edilizia religiosa si fu più tradizionalisti e spesso si mascheravano tradizionalmente materiali innovativi.</p>



<h2> Architettura dell&#8217;età imperiale </h2>



<p>L&#8217;<b>età imperiale</b> e la struttura autoritaria dell&#8217;<b>Impero Romano </b>inizia nel 31 a.C con la vittoria di <b>Ottaviano,</b> divenuto imperatore col nome di <b>Augusto,</b> su Marcantonio ad Azio. I confini, in gran parte definiti durante l&#8217;ultimo periodo repubblicano, avranno un&#8217;espansione maggiore solo con Traiano; in questa fase gli obiettivi erano il consolidamento del dominio romano e l&#8217;organizzazione del complesso apparato amministrativo. </p>



<p>
Esisteva inoltre una notevole differenza culturale tra i popoli di lingua greca e quelli occidentali, tutti assoggettati politicamente dalla &#8220;<i>Pax Romana</i>&#8220;. Il concentramento dei poteri nelle mani dell&#8217;imperatore ebbe conseguenze notevoli anche in campo architettonico con l&#8217;estesa pratica del mecenatismo.
</p>



<p>
<b>Ottaviano Augusto</b>, fu un mecenate con grande interesse e influenza su tutte le arti; si passerà con lui da una capitale in laterizio e stucco a organismi edilizi<b> rivestiti di marmo</b>. Augusto attuò un vasto programma di opere pubbliche, inizialmente riprendendo e terminando i cantieri ed i progetti ereditati da Giulio Cesare. Gli edifici pubblici , civili e religiosi  si caricano di significati simbolici ed assolvono un importante ruolo per la stabilizzazione politica del nuovo regime autoritario.
</p>



<p>
L&#8217;archiettura di questo periodo è caratterizzata quindi da una forte tendenza classicista e tradizionalista: l&#8217;influenza etrusca ed ellenica sull&#8217;architettura romana è grande; in parallelo si sviluppano nuove tecniche per la realizzazione delle <u>cupole,</u> le <u>crociere,</u> <u>le vele</u> e l&#8217;adozione delle <u>cupole emisferiche</u> in calcestruzzo.
</p>



<p> Dopo questa breve premessa sul periodo, passiamo a vedere alcune delle più importanti e significative <u>opere architettoniche dell&#8217;età imperiale. </u> </p>



<h2>Da Claudio a Nerva</h2>



<p>Intorno alla prima metà del I sec. d.C si ha un&#8217;inversione di tendenza rispetto alle predilezioni di Augusto per la tradizione Greca.</p>



<p>Con Claudio (41-54) infatti, profondo conoscitore e scrittore di cose etrusche, si assiste ad un&nbsp;<strong>ritorno della tradizione italica</strong>, ispirata alle forme rustiche ed al gusto per la materia. Questi caratteri sono riscontrabili nel&nbsp;portico di Claudio al porto di Ostia, negli&nbsp;archi dell&#8217;Acqua Vergine, nelle sostruzioni del&nbsp;tempio di Claudio&nbsp;e nella&nbsp;Porta Maggiore: tutte opere realizzate in questo periodo e definite da un bugnato irregolare con blocchi di pietra quasi allo stato grezzo.</p>



<h2><br>Da Traiano ad Adriano</h2>



<p>Quando, nel 96 d.C, Domiziano fu ucciso e, dopo un breve intervallo, gli succedette un altro imperatore amante dell&#8217;architettura, Traiano, troviamo ancora la stessa dicotomia dominante nella sensibilità architettonica.</p>



<h3>Traiano</h3>



<p><strong>Marco Ulpio Nerva Traiano</strong>&nbsp;, (<em>Marcus Ulpius Nerva Traianus</em>), più noto semplicemente come&nbsp;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Traiano"><strong>Traiano</strong></a>&nbsp;(Italica, 18 settembre 53 –&nbsp;Selinus, 9 agosto 117) è stato un&nbsp;imperatore&nbsp;romano dal 98 al 117. Fu il secondo dei così detti &#8220;Cinque buoni imperatori&#8221; dell&#8217;Impero romano e tra i più grandi in assoluto. Sotto il suo regno l&#8217;Impero raggiunse la sua massima estensione territoriale.</p>



<h3>Adriano</h3>



<p><strong>Publio Elio Traiano Adriano</strong>&nbsp;noto semplicemente come&nbsp;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Publio_Elio_Traiano_Adriano"><strong>Adriano</strong></a>&nbsp;(latino:&nbsp;<em>Publius Aelius Traianus Hadrianus</em>; Italica, 24 gennaio 76 – Baia, 10 luglio 138) è stato un&nbsp;imperatore&nbsp;romano della dinastia degli Antonini che regnò dal 117 alla sua morte.</p>
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