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	<title>Edifici - RomaVisibile.it</title>
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	<description>Il portale della capitale</description>
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		<title>Museo Centrale Montemartini﻿</title>
		<link>http://www.romavisibile.it/museo-centrale-montemartini%ef%bb%bf/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Apr 2019 15:59:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Edifici]]></category>
		<category><![CDATA[Musei]]></category>
		<category><![CDATA[Quartiere X Ostiense]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La sede di questo museo è l&#8217;ex Centrale Termoelettrica Giovanni Montemartini, primo impianto pubblico di produzione di elettricità a Roma. &#8230; </p>
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<p>La sede di questo museo è l&#8217;<strong>ex Centrale Termoelettrica Giovanni Montemartini</strong>, primo impianto pubblico di produzione di elettricità a Roma.</p>



<p>Presso questo museo sono esposte&nbsp;<strong>statue e manufatti antichi&nbsp;</strong>che raccontano la storia di Roma dal periodo della repubblica fino a quello imperiale, in un ambiente del tutto inusuale: tra&nbsp;<strong>macchinari della vecchia centrale elettrica</strong>&nbsp;di Montemartini.</p>



<p>In questo scenario si accostano archeologia industriale e archeologia classica.</p>



<p>Per approfondire:&nbsp;<a rel="noreferrer noopener" href="http://www.centralemontemartini.org/" target="_blank">Sito Ufficiale della Centrale Montemartini</a>.</p>



<p><strong>Museo Centrale Montemartini</strong></p>



<p>via Ostiense, 106 tel: 06 5748038-042 Roma </p>
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		<title>Il Foro Romano</title>
		<link>http://www.romavisibile.it/il-foro-romano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Apr 2019 14:09:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Edifici]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Monumenti]]></category>
		<category><![CDATA[Rione X Campitelli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Foro romano in età regia e repubblicana Abbiamo già detto che esso, come in Grecia l&#8217;Agorà, nacque dapprima come &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h4>Il Foro romano in età regia e repubblicana</h4>



<p>Abbiamo già detto che esso, come in Grecia l&#8217;Agorà, nacque dapprima come uno spazio aperto destinato agli scopi più vari, che poteva servire come ambiente per i più venerati santuari della comunità, come luogo di assemblee politiche e militari, come tribunale o come mercato. Poteva essere usato perfino come luogo di divertimento pubblico: così nel<strong>&nbsp;Foro Romano</strong>&nbsp;fino alla fine della Repubblica si celebrarono i ludi gladiatori.</p>



<p>Naturalmente, fin dai tempi più antichi, potevano esserci edifici pubblici o spazi aperti situati in altri luoghi: per esempio la cittadella&nbsp;<em>(arx)</em>&nbsp;e alcuni templi, o il mercato del bestiame, che di solito si trovava presso una delle porte della città. Ma fu nel II sec. a. C. col crescere della potenza politica ed economica di Roma nel mondo ellenistico, che assunse nuova forza il processo di specializzazione e decentramento.</p>



<p>Questo avvenne quando la&nbsp;basilica,&nbsp;la&nbsp;curia&nbsp;(sede del Senato) e il luogo dell&#8217;assemblea pubblica&nbsp;<em>(comitium)</em>&nbsp;presero forma architettonica di edifici indipendenti, raggruppati intorno allo spazio libero del&nbsp;<strong>Foro;</strong>&nbsp;e ad essi col tempo si aggiunsero altri edifici pubblici specializzati, come i&nbsp;<em>tabularia</em>&nbsp;(archivi pubblici)&nbsp;e i&nbsp;<em>saepta</em>&nbsp;(luoghi di votazione pubblica).</p>



<p>Attorno al Foro o altrove cominciarono a sorgere i&nbsp;mercati&nbsp;<em>(macella),</em>&nbsp;i portici con negozi e uffici e i&nbsp;magazzini&nbsp;<em>(horrea).</em></p>



<h4>Il Foro Romano in età imperiale</h4>



<p>Il&nbsp;<strong>Foro</strong>&nbsp;è il&nbsp;cuore civico della città romana&nbsp;con attività amministrative, politiche, commerciali e religiose che vi trovano posto. E&#8217; parte integrante del tessuto della città e si colloca solitamente alla confluenza delle strade più importanti o nei pressi di essa. L&#8217;<strong>evoluzione del foro prima dell&#8217;età imperiale</strong>&nbsp;è molto complessa e riguarda caso per caso proprio perchè è parte integrante dell&#8217;urbanistica della città e si adatta sia al territorio che agli adattamenti di esso. A Roma compaiono diversi fori in epoche differenti per svolgere attività sempre più vicine alle necessità della popolazione.</p>



<p><strong>Augusto</strong>&nbsp;nel suo complesso di interventi regala a Roma una serie imponente di opere pubbliche per buona parte collocate nel suo Foro. A&nbsp;<strong>Roma,</strong>&nbsp;si conserva ben poco degli altri&nbsp;<strong>monumenti augustei;</strong>&nbsp;il&nbsp;Mausoleo di Augusto&nbsp;che riprende motivi etruschi, realizzato con un sistema ingegnoso di volte che formano il grande tumulo ricoperto di terra ed il complesso dei&nbsp;quattro templi di Largo Argentina.</p>



<p><strong>1. Curia</strong></p>



<p>Come detto, la Curia era il luogo di riunione del senato durante il periodo repubblicano. All&#8217;estremo nord-occidentale del Foro, vicino alla Basilica Emilia, uno spazio libero onsacrato era il luogo di riunione dell&#8217;assemblea pubblica (comitium) e, dominante su questo, si trovava la Curia.</p>



<p><strong>2. Basilica Emilia</strong></p>



<p>Il nuovo edificio, bruciato in un incendio nel 14 a.C<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/14_a.C.">.</a>, venne ricostruito per volere di Augusto nel nome di un altro discendente della medesima&nbsp;<em>gens Aemilia</em>, riadoperando molti degli elementi architettonici della&nbsp;<em>basilica Paulli</em>&nbsp;e con la stessa pianta.</p>



<p>In questa occasione furono completamente ricostruite le taberne (le antiche&nbsp;<em>tabernae novae argentariae</em>) che precedevano la basilica verso la piazza del Foro e il portico antistante, strutturalmente separati dalla basilica vera e propria. Nella fila di taberne, più larghe di quelle precedenti, furono integrati i vani di passaggio verso l&#8217;interno della basilica e i vani scala per l&#8217;accesso ai piani superiori. Il portico fu allargato verso la piazza e venne dedicato ai due nipoti dell&#8217;imperatore,&nbsp;Caio&nbsp;e Lucio Cesari (<em>porticus Gai et Luci</em>). Aveva in facciata due ordini di arcate inquadrate da pilastri con semicolonne doriche. A causa della sua notevole ampiezza fu necessario rafforzarne la struttura con &#8220;catene&#8221; metalliche trasversali che contrastavano la spinte laterali delle volte di copertura.</p>



<p><strong>3. Tempio di Antonino e Faustina</strong></p>



<p>Dedicato all&#8217;imperatore Antonino Pio e alla moglie Faustina maggiore. Il tempio venne eretto dopo la morte dell&#8217;imperatrice nel 141 e le fu dedicato dal Senato, come ricorda l&#8217;iscrizione sull&#8217;architrave della facciata (DIVAE FAVSTINAE EX S C).</p>



<p>Sorge su un alto podio in blocchi di&nbsp;tufo, in origine rivestito esternamente in marmo, accessibile per mezzo di un&#8217;alta scalinata sulla fronte, con al centro l&#8217;altare. L&#8217;edifico è costituito da una cella, con pareti ancora in blocchi di tufo, preceduta da un pronao esastilo, a sei colonne lisce in marmo cipollino. La trabeazione presenta un fregio continuo con ghirlande, grifoni e strumenti sacrificali.</p>



<p><strong>4. Tempio del Divo Giulio</strong></p>



<p>Dedicato a Gaio Giulio Cesare, primo romano ad essere divinizzato dopo la sua morte, e di conseguenza onorato con un tempio, dopo il mitico fondatore Romolo</p>



<p>Il tempio era prostilo esastilo, con due file di sei colonne solo anteriormente e lesene sulle pareti laterali e posteriore della cella. Da Vitruvio sappiamo che il tempio era picnostilo (con colonne molto ravvicinate, separate da uno spazio pari ad appena un diametro e mezzo dei fusti), come il tempio di Venere Genitrice nel Foro di Cesare</p>



<p>Oggi sono visibili i resti del podio del tempio, in cementizio, in origine rivestito esternamente da un paramento in opera quadrata di blocchi di&nbsp;tufo, a sua volta ricoperto da lastre di marmo. I vuoti attualmente presenti tra i nuclei di cementizio sono dovuti all&#8217;asportazione per un successivo riutilizzo dei blocchi di travertino, i quali costituivano le fondazioni del colonnato della fronte e del muro anteriore della cella, permettendo di riconoscerne con precisione la posizione.</p>



<p><strong>5. Regia</strong></p>



<p>Col l&#8217;avvento delle istituzioni politiche imperiali e specificamente romane come il Foro, come abbiamo detto, sorsero edifici pubblici e privati, civili e religiosi. La Regia nel Foro di Augusto era la residenza del &#8220;Pontefice Massimo&#8221; che aeva eriditato le funzioni religiose dei Re. L&#8217;archeologia ha potuto fornire un&#8217;immagine precisa delle fasi più antiche.</p>



<p>La&nbsp;<strong>Regia</strong>&nbsp;è un&#8217;importante edificio religioso, risalente alla meta VI sec. a. C. I pochi elementi rimasti sono sufficienti a ricostruire la pianta di questo tempio costituito da un&#8217;unica sala rettangolare aperta ad est mediante un portico di legno.</p>



<p>Dopo un incendio, l&#8217;edificio subì una ristrutturazione provvisoria secondo un asse diverso,che fu poi modificato nuovamente alla fine del secolo. La nuova Regia, una casa-santuario per il&nbsp;<em>Rex Sacrificulus&nbsp;</em>della Repubblica, sorgeva nei pressi della&nbsp;via Sacra&nbsp;e presentava un cortile tapezoidale, un altare e un portico aperto su due o tre lati. Tre stanze allineate nella parte orientale della costruzione ricordano le tombe etrusche.</p>



<p><strong>6. Arco di Augusto</strong></p>



<p>L&#8217;uso di innalzare monumenti a forma di arco per festeggiare il ritorno di valorosi condottieri risale all&#8217;inizio del II sec. a.C. ma è bene fare una distinzione tra gli archi dell&#8217;età repubblicana, i fornices, ed i veri e propri archi trionfali, arcus triumphalis, inquadrati nell&#8217;ordine architettonico.</p>



<p>Nel&nbsp;Foro Romano&nbsp;furono eretti due archi in onore di&nbsp;Augusto;&nbsp;il primo, demolito nel 29 a.C. a causa di cedimenti del terreno, ed il secondo, costruito nel 19 a.C. Dalla ricostruzioni storico &#8211; archiettoniche effettuate su quest&#8217;ultimo, si può vedere com eil monumento fosse costruito da un&#8217;arco inquadrato dell&#8217;ordine architettonico corinzio con trabeazione ed attico superiore e da due ali più basse, formate da un ordine di colonne tuscaniche, alte quanto l&#8217;imposta dell&#8217;arco centrale, sormontate da un&#8217;architrave con sopra un timpano triangolare.</p>



<p><strong>7. Tempio di Vesta</strong></p>



<p>Situato all&#8217;estremità orientale del&nbsp;<strong>Foro Romano</strong>&nbsp;accanto alla&nbsp;<em>Regia</em>&nbsp;e alla Casa delle Vestali: insieme a quest&#8217;ultimo edificio costituiva un unico complesso religioso, con il nome di&nbsp;<em>atrium Vestae</em>.</p>



<p>Il&nbsp;tempio di Vesta&nbsp;è probabilmente tra i più antichi di Roma, risalente forse all’epoca in cui la città era ancora limitata al&nbsp;Palatino&nbsp;e costituita da un’aggregazione di villaggi e quindi prima della realizzazione del Foro.</p>



<p>I resti attualmente visibili appartengono ad una parziale ricostruzione moderna dell&#8217;ultima fase dell&#8217;edificio, che comprende alcuni elementi originali in marmo completati in travertino. In questa fase il tempio era costituito da un&nbsp;podio&nbsp;circolare in opera cementizia rivestito da lastre di marmo, del diametro di circa 15 m, che sosteneva la cella rotonda; dal podio sporgevano i piedistalli per le venti colonne corinzie che costituivano la peristasi. L&#8217;edificio doveva essere coperto da un tetto conico, con buco centrale per i fumi del fuoco acceso all&#8217;interno.</p>



<p><strong>8. Casa delle Vergini Vestali</strong></p>



<p>La&nbsp;<strong>Casa delle Vestali</strong>&nbsp;era la sede del collegio sacerdotale delle&nbsp;Vestali. Il nome antico di&nbsp;<em>Atrium Vestae</em>&nbsp;si riferiva in origine ad un&#8217;area aperta situata presso il&nbsp;tempio di Vesta, sede del culto della dea, circondata da costruzioni. Nel 12 a.C.&nbsp;Augusto,nella sua qualità di pontefice massimo, donò alle Vestali la&nbsp;<em>Domus Publica</em>, dove aveva abitato anche&nbsp;Giulio Cesare. Probabilmente dopo l&#8217;incendio del 64 d.C., il complesso venne ricostruito con una nuova pianta e un nuovo orientamento, in accordo con le altre costruzioni che circondavano la piazza del Foro.</p>



<p>Le stanze, in origine su due piani, si articolano intorno ad un cortile porticato, con fontane (poi sostituite da un aiuola ottagonale). Sul lato orientale è presente una grande ambiente sul quale si affacciano stanze più piccole, normalmente identificato come&nbsp;<em>tablinum</em>&nbsp;(stanza di ricevimento nella&nbsp;<em>domus</em>&nbsp;romana).</p>



<p><strong>9. Tempio di Castore e Polluce</strong><br><br><strong>10. Vestibolo della Domus Augustana</strong></p>



<p><strong>Domus Agustana</strong></p>



<p>La grande residenza di Domiziano, chiamata ufficialmente&nbsp;<strong>Domus Augustana</strong>&nbsp;e volgarmente Palatium (<strong>Palazzo di Domiziano</strong>&nbsp;), è uno dei pochi grandi edifici romani di cui si conosce il nome dell&#8217;architetto: Rabirio. Fu inaugurata nel 92. d.C. Sorgeva sulle sella irregolare fra i due rialzi del colle Palatino.All&#8217;interno del Foro ritroviamo il vestibolo.&nbsp;<br><strong><br>11. Basilica Giulia</strong></p>



<p>La&nbsp;<strong>basilica Giulia</strong>, venne iniziato da&nbsp;Cesare&nbsp;attorno all&#8217;anno 54 a.C., insieme al nuovo&nbsp;<strong>Foro di Cesare</strong>. Inaugurata incompleta nel 46 a.C. fu terminata dopo la morte di Cesare da&nbsp;Augusto.&nbsp;Ben poco sopravvive dell&#8217;antico edificio: praticamente soltanto il podio, che sorge su alcuni gradini (sette all&#8217;angolo est, uno a quello ovest), dove si conservano i resti della pavimentazione e di alcune semicolonne.</p>



<p><strong>12. Tempio di Saturno</strong></p>



<p>Edificato nei primi anni dell&#8217;età repubblicana, subì numerosi restauri fino al tardo IV secolo.</p>



<p>Nel tempio si conservava il tesoro statale (<em>aerarium</em>) di cui si occupavano i questori, gli archivi dello stato, le insegne e una bilancia per la pesatura del metallo. Successivamente l&#8217;&nbsp;<em>aerarium</em>&nbsp;dovette essere spostato in un apposito edificio nelle vicinanze e anche gli archivi furono trasferiti nel&nbsp;<em>tabularium.</em></p>



<p>Il podio del tempio era utilizzato per l&#8217;affissione di leggi e documenti pubblici. I resti attualmente visibili dell&#8217;edificio appartengono sia a questa fase (podio) che ad un restauro del tardo IV secolo, a cui si devono i fusti di colonna in granito grigio e rosa (restano solo quelli della facciata e i primi due dei lati) e i capitelli ionici a quattro facce. La trabeazione è costituita da elementi di reimpiego: il fregio-architrave mostra l&#8217;originaria decorazione della fine del II-inizi del III secolo sul lato interno del pronao, mentre il retro fu rilavorato per accogliere la nuova iscrizione di dedica: essendo i blocchi troppo corti sono stati integrati da blocchi più corti al centro del capitello, che all&#8217;interno copiano la decorazione degli elementi pià antichi<br><br><strong>13. Tempio del Divo Vespasiano</strong><br><br><strong>14. Tempio della Concordia</strong></p>



<p>Situato alla estermità occidentale del Foro venne consacrato nel 367 a.C. da&nbsp;Lucio Furio Camillo, figlio del dittatore che volle il tempio, per commemorare la riconciliazione tra&nbsp;patrizi&nbsp;da e plebei, e ricostruito nel 121 a.C.Lucio Opimio per favorire l&#8217;armonia dopo l&#8217;omicidio dei Gracchi.</p>



<p>Dei ruderi del tempio non rimane altro che il basamento in&nbsp;tufo, il&nbsp;podio&nbsp;e la&nbsp;soglia&nbsp;della cella, formata da due blocchi di marmo, nei quali è inciso un caduceo oltre che i gradini che condicevano al pronao. La cella del tempio era preceduta da un colonnato in stile&nbsp;corinzio.<br><br><strong>15. Arco di Settimio Severo</strong><br><br><strong>16. Rostra</strong></p>
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		<title>Il Colosseo</title>
		<link>http://www.romavisibile.it/il-colosseo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Apr 2019 14:05:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Edifici]]></category>
		<category><![CDATA[Monumenti]]></category>
		<category><![CDATA[Rione XIX Celio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il&#160;Colosseo,conosciuto in antichità come&#160;Anfiteatro Flavio, è il più famoso&#160;anfiteatro romano, simbolo di&#160;Roma,conosciuto in tutto il mondo e situato nel&#160;centro storico&#160;della &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il&nbsp;<strong>Colosseo,</strong>conosciuto in antichità come&nbsp;<strong>Anfiteatro Flavio</strong>, è il più famoso&nbsp;<strong>anfiteatro romano</strong>, simbolo di&nbsp;<strong>Roma,</strong>conosciuto in tutto il mondo e situato nel&nbsp;<strong>centro storico</strong>&nbsp;della capitale.</p>



<p>Anticamente in grado di contenere fino a 50.000 spettatori, era il più grande e&nbsp;importante anfiteatro&nbsp;dell&#8217;epoca imperiale. Veniva usato in epoca romana principalmente per gli&nbsp;<strong>spettacoli di lotta tra gladiatori</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>manifestazioni</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>spettacoli pubblici&nbsp;</strong>come rievocazioni di battaglie famose e rappresentazioni basati sulla mitologia classica.</p>



<p>Il&nbsp;<strong>Colosseo</strong>&nbsp;rappresenta il primo anfiteatro stabile in muratura costruito a Roma, dove fino ai tempi di Nerone, organismi simili erano sempre stati realizzati in legno.</p>



<p>Il&nbsp;tipo architettonico dell&#8217;anfiteatro&nbsp;non deriva dal teatro, come molti possano pensare, ma il nome indica la costruzione della&nbsp;<strong>cavea</strong>&nbsp;tutto intorno all&#8217;<strong>arena;</strong>&nbsp;così le parti principali sono, oltre alla cavea con le&nbsp;<strong>gradinate</strong>&nbsp;dove prendevano posto gli spettatori, l&#8217;arena, cioè il terreno di combattimento e di gioco e gli ambienti sotterranei, adibiti a serragli, sale di esercitazioni e spogliatoi.</p>



<p>L&#8217;origine dei ludi gladiatori si fa risalire agli antichi giochi funebri in uso nella Campania, proprio a Pompei c&#8217;è il più antico anfiteatro in pietra, risalente al 79 a.C. I lavori del grande&nbsp;<strong>anfiteatro Flavio</strong>&nbsp;<strong>(Colosseo)</strong>&nbsp;iniziati da&nbsp;Vespasiano&nbsp;(70-79) e localizzati nella zona bassa tra il&nbsp;Celio&nbsp;e l&#8217;Oppio, dove prima esisteva il lago della&nbsp;<strong>Domus Aurea</strong>&nbsp;, ormai abbandonata e in demolizione, furono portati a termine da Domiziano e completati, o forse meglio restaurati da Alessandro Severo e Giordano III.</p>



<h4>L&#8217;architettura</h4>



<p>Le&nbsp;<strong>pareti esterne</strong>&nbsp;misurano un&#8217;altezza di 48 metri e formano un volume su&nbsp;<strong>pianta ellittica</strong>&nbsp;con gli assi che misurano 156 per 188 metri, mentre internamente l&#8217;arena, anch&#8217;essa ellittica, ha gli assi di 54 e 86 metri. Nelle gradinate potevano trovare posto circa cinquantamila spettatori.</p>



<p>La&nbsp;<strong>facciata</strong>&nbsp;è costituita dalla ripetizione in serie, lungo il perimetro dell&#8217;ellisse, di ottanta elementi semplici composti dall&#8217;arco inquadrato nell&#8217;ordine architettonico. La serie delle&nbsp;<strong>arcate</strong>&nbsp;si sviluppa in altezza per tre piani e le semicolonne dei tre ordini architettonici, apartire dal basamento, sono rispettivamente&nbsp;tuscaniche,&nbsp;ioniche&nbsp;e&nbsp;corinzie;&nbsp;il quarto ordine, vero e proprio piano attico, è formato da paraste composite delimitanti delle superfici con piccole finestre rettangolari ed è definito da una trabeazione con il fregio articolato in una serie di mensole a formare un forte ritmo chiaroscurale, costituendo così un giusto coronamento dell&#8217;edificio interno.</p>



<p>Con il&nbsp;<strong>Colosseo</strong>&nbsp;si ha dunque la codificazione definitiva del sistema arcuato dagli&nbsp;ordini architettonici sovrapposti;&nbsp;questo motivo verrà poi ripreso nel 400 dall&#8217;Alberti per impaginare le sue facciate ed adottato in seguito nel trattamento di molti edifici rinascimentali.</p>



<h4>La costruzione</h4>



<p>Il&nbsp;<strong>sistema costruttivo</strong>&nbsp;adoperato per realizzare questo grande complesso fu quanto mai semplice ed ingegnoso, e, schematicamente può essere definito come un&nbsp;insieme di muri radiali inclinati&nbsp;e coperti da&nbsp;volte per reggere le gradinate. I tempi di esecuzione non superarono i 5 anni; fonti storiche fanno coincidere la data d&#8217;inagugurazione con l&#8217;80 d.C. fatta da&nbsp;Tito,&nbsp;anche se poi, come abbiamo detto, si annoverano interventi sul complesso fino al III sec. d. C.</p>



<p>La rapidità di esecuzione si spiega soltanto con la grande capacità organizzativa e tecnica dei costruttori, che divisero l&#8217;opera in settori ed allestirono probabilmente&nbsp;<strong>quattro cantieri autonomi.</strong>&nbsp;Inoltre furono adoperati accorgimenti, quali l&#8217;esecuzione per punti dei&nbsp;setti murari,&nbsp;costituiti da&nbsp;piloni di travertino, riuniti tra loro da&nbsp;archi rampanti, sui quali si potevano impostare le volte delle gradinate, e tratti di&nbsp;tamponamenti in blocchi di tufo&nbsp;realizzati in un secondo tempo; la conferma di questo procedimento si è avuta riscontrando il diverso andamento dei ricorsi delle murature formati rispettivamente dai due materiali sopra nominati. All&#8217;esterno intanto venivano costruiti i piani con i vari ordini architettonici e le volte anulari a chiusura e collegamento degli elementi radiali.</p>



<p>In questo modo in ciascun cantiere appena gettate le volte del primo ordine, si poteva procedere con il secondo e contemporaneamente lavorare al coperto per completare i setti murari e le rifiniutre del piano inferiore, accelerando così notevolmente i tempi di lavorazione.</p>



<h4>Cavea e accessi al pubblico</h4>



<p>All&#8217;interno la&nbsp;<strong>càvea</strong>&nbsp;con i gradini per i posti degli spettatori era suddivisa in&nbsp;<strong>cinque settori orizzontali</strong>&nbsp;(<em>maeniana</em>), riservati a categorie diverse di pubblico, il cui grado decresceva con l&#8217;aumentare dell&#8217;altezza: il&nbsp;settore inferiore, riservato ai senatori e alle loro famiglie, aveva gradini ampi e bassi che ospitavano seggi di legno (<em>subsellia</em>); seguivano il&nbsp;<em>maenianum primum</em>, con otto gradini di marmo, il&nbsp;<em>maenianum secundum</em>, suddiviso in&nbsp;<em>imum</em>&nbsp;(inferiore) e&nbsp;<em>summum</em>&nbsp;(superiore), ancora con gradini in marmo, e infine il&nbsp;<em>maenianum summum</em>, con circa undici gradini lignei all&#8217;interno del portico che coronava la cavea (<em>porticus in summa cavea</em>): i resti architettonici di quest&#8217;ultimo appartengono ai rifacimenti di epoca&nbsp;severiana&nbsp;o di&nbsp;Giordano III.</p>



<p>Un settore di posti nella parte più alta, considerato il peggiore, era riservato alle donne, alle quali, da&nbsp;Augusto&nbsp;in poi, fu sempre vietato di mescolarsi ad altri spettatori.</p>



<p>I diversi settori erano separati da alti podi (<em>precinctio</em>), nei quali si aprivano le porte di accesso (<em>vomitoria</em>), protetti da transenne in marmo (risalenti ai restauri del II secolo).</p>



<p>Gli spettatori raggiungevano il loro posto entrando dalle arcate loro riservate. Ciascuna delle 74 arcate per il pubblico era contraddistinta da un numerale, inciso sulla chiave di volta, per consentire agli spettatori di raggiungere rapidamente il proprio posto.</p>



<h4>L&#8217;arena</h4>



<p>Sotto l&#8217;<strong>arena</strong>&nbsp;erano stati realizzati&nbsp;<strong>ambienti di servizio</strong>, articolati in un ampio passaggio centrale lungo l&#8217;asse maggiore e in dodici corridoi curvilinei, disposti simmetricamente sui due lati. Qui si trovavano i&nbsp;montacarichi&nbsp;che permettevano di far salire nell&#8217;arena i macchinari o gli animali impiegati nei giochi e che, in numero di 80, si distribuivano su quattro dei corridoi: i resti attualmente conservati si riferiscono ad un rifacimento di III o IV secolo.</p>



<p>Le strutture di servizio erano fornite di ingressi separati:</p>



<ul><li>gallerie sotterranee all&#8217;estremità dell&#8217;asse principale davano accesso al passaggio centrale sotto l&#8217;arena, ed erano utilizzate per l&#8217;ingresso di animali e macchinari;</li><li>le due arcate sull&#8217;asse maggiore davano direttamente nell&#8217;arena ed erano destinate all&#8217;ingresso dei protagonisti dei giochi, gladiatori ed animali troppo pesanti per essere sollevati dai sotterranei;</li><li>l&#8217;arena era accessibile per gli inservienti anche da passaggi aperti nella galleria di servizio che le correva intorno sotto il podio del settore inferiore della cavea. Alla galleria si arrivava dall&#8217;anello più interno, lo stesso che utilizzavano i Senatori per raggiungere i propri posti.</li></ul>



<h4>I giochi</h4>



<p>Il&nbsp;<strong>Colosseo</strong>&nbsp;ospitava i&nbsp;giochi dell&#8217;anfiteatro, che comprendevano:&nbsp;<strong>lotte tra animali&nbsp;</strong>(<em>venationes</em>), l&#8217;uccisione di condannati da parte di animali feroci o altri tipi di esecuzioni (<em>noxii</em>), e i&nbsp;<strong>combattimenti tra gladiatori&nbsp;</strong>(<em>munera</em>).</p>



<p>Per l&#8217;inaugurazione dell&#8217;edificio, l&#8217;imperatore&nbsp;Tito&nbsp;diede dei giochi che durarono tre mesi, durante i quali morirono circa 2.000 gladiatori e circa 9.000 animali. Per celebrare il trionfo di&nbsp;Traiano&nbsp;sui Daci vi combatterono 10.000 gladiatori.</p>



<h4>Colosseo Museo</h4>



<p>Simbolo dei fasti dell’impero, l’<strong>Anfiteatro Flavio</strong>&nbsp;ha cambiato nei secoli il proprio volto e la propria funzione, offrendosi come spazio strutturato ma aperto alla comunità romana. Esso ospita, inoltre,&nbsp;<strong>esposizioni temporanee</strong>&nbsp;legate ai temi sempre attuali dell’antico e del suo rapporto con la contemporaneità, nonché&nbsp;<strong>spettacoli moderni</strong>.</p>



<p><strong>Indirizzo:</strong>&nbsp;Piazza del Colosseo, n. 1<br><strong>Biglietti:&nbsp;</strong><em>Il biglietto è acquistabile anche presso le biglietterie del Palatino in Via di San Gregorio n. 30 (Palatino) oppure in Largo Salara vecchia n.5/6 (Foro Romano) e comprende anche l&#8217;ingresso al Palatino e Foro Romano.</em></p>



<ul><li>intero: 9 euro + 2 euro (supplemento mostra);</li><li>ridotto: 4,50 euro + 2 euro (supplemento mostra), per i cittadini della Unione Europea tra i 18 e i 24 anni e per i docenti della Unione Europea (esibendo un documento d’identità valido);</li><li>gratuito: cittadini dell’Unione Europea sotto i 18 e sopra i 65 anni (esibendo un documento d’identità valido) [<a href="http://archeoroma.beniculturali.it/it/node/238">ulteriori informazioni sull&#8217;accesso gratuito</a>];</li></ul>



<p><br><strong>Servizi al pubblico:&nbsp;</strong>Visite guidate, audio e video guide, bookshop Punto Informazioni e Accoglienza al Pubblico: +39 06 77400922</p>




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<a href='http://www.romavisibile.it/il-colosseo/colosseo-panoramica/'><img width="2000" height="1142" src="http://www.romavisibile.it/wp-content/uploads/2019/04/Colosseo-panoramica.jpg" class="attachment-full size-full" alt="" loading="lazy" srcset="http://www.romavisibile.it/wp-content/uploads/2019/04/Colosseo-panoramica.jpg 2000w, http://www.romavisibile.it/wp-content/uploads/2019/04/Colosseo-panoramica-300x171.jpg 300w, http://www.romavisibile.it/wp-content/uploads/2019/04/Colosseo-panoramica-768x439.jpg 768w, http://www.romavisibile.it/wp-content/uploads/2019/04/Colosseo-panoramica-1024x585.jpg 1024w" sizes="(max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></a>
<a href='http://www.romavisibile.it/il-colosseo/img_6602/'><img width="2000" height="1333" src="http://www.romavisibile.it/wp-content/uploads/2019/04/IMG_6602.jpg" class="attachment-full size-full" alt="Colosseo interno" loading="lazy" srcset="http://www.romavisibile.it/wp-content/uploads/2019/04/IMG_6602.jpg 2000w, http://www.romavisibile.it/wp-content/uploads/2019/04/IMG_6602-300x200.jpg 300w, http://www.romavisibile.it/wp-content/uploads/2019/04/IMG_6602-768x512.jpg 768w, http://www.romavisibile.it/wp-content/uploads/2019/04/IMG_6602-1024x682.jpg 1024w" sizes="(max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></a>

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		<title>La Domus Aurea</title>
		<link>http://www.romavisibile.it/la-domus-aurea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Apr 2019 14:03:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Edifici]]></category>
		<category><![CDATA[Monumenti]]></category>
		<category><![CDATA[Rione I Monti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La&#160;Domus Aurea&#160;fu realizzata da&#160;Nerone nel 64 in occasione dell&#8217;incendio di Roma. E&#8217; una&#160;villa suburbana&#160;su modello delle ville sulla costa laziale &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>La&nbsp;<strong>Domus Aurea</strong>&nbsp;fu realizzata da&nbsp;Nerone nel 64 in occasione dell&#8217;incendio di Roma. E&#8217; una&nbsp;<strong>villa suburbana</strong>&nbsp;su modello delle ville sulla costa laziale estesa per circa 140 ha entro Roma con parchi e giardini.</p>



<p>Lo schema tipologico si rifà alle ville delle coste laziali e campane: l&#8217;<strong>edificio principale</strong>&nbsp;si affaccia su una vallata ed è composto da un corpo centrale vicino ad un trapezio, da due ali ai suoi bordi e da poche altre stanze dalla parte opposta della vallata.</p>



<p>L&#8217;<strong>originalità della villa</strong>, come impianto, è da ricercare nella sua localizzazione all&#8217;interno della città, a ridosso del&nbsp;Colle Oppio, e nel conseguente contrasto tra la vastità dei suoi spazi verdi e la congestione delle insulae circostanti.</p>



<p>Nell&#8217;ala di destra compare la&nbsp;<strong>sala ottagonale</strong>&nbsp;con 5 lati aperti su vani e i restanti verso la vallata. La sala è coperta a padiglione con occhio centrale per la luce, mentre le laterali sono a crociera e a botte. La stabilità sembra minata dall&#8217;apertura di fornici sui lati di base ma in realtà gli ambienti laterali contraffortano la cupola che non poggia solo sugli esili pilastri a fianco delle coperture.</p>



<p>L&#8217;ambiente ottagonale verrà successivamente impiegato e qui percorre i tempi, la concrezione e le volte costituiscono ancora esempi poi imitati per la loro complessità spaziale e funzionalità.</p>



<p>Spiccano la compenetrazione degli ambienti maggiore e minore a riprova della complessità spaziale accennata e l&#8217;importanza dell&#8217;illuminazione generata dall&#8217;occhio e da finestre aperte alla semi altezza al di sopra dell&#8217;estradosso della cupola, nella prosecuzione dei muri di spigolo dell&#8217;ottagono ad illuminare i vani laterali.</p>



<p>Dopo la&nbsp;<strong>Domus Aurea</strong>&nbsp;il ricorso alla pianta ottagonale coperta a padiglione, diventerà abbastanza diffuso; è però interessante osservare come la sala neroniana risulti un episodio anticipatore di esperienze che si concretizzeranno compiutamente soltanto nella maturità dell&#8217;architettura romana.</p>



<p>Qui troviamo infatti espresse, sia la compenetrazione spaziale tra la sala principale e gli ambienti minori disposti a contrafforte, sia la ricerrca di particolari effetti luminosi.</p>
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		<title>Il Teatro Marcello</title>
		<link>http://www.romavisibile.it/il-teatro-marcello/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Apr 2019 14:02:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Edifici]]></category>
		<category><![CDATA[Monumenti]]></category>
		<category><![CDATA[Rione XI S. Angelo]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Dopo la ricostruzione del&nbsp;<strong>Teatro di Pompeo</strong>,&nbsp;Cesarea veva in progetto la realizzazione di un altro teatro, che fu eseguito solo più tadi da&nbsp;Augusto&nbsp;e dedicato alla memoria di suo nipote&nbsp;<strong>Marcello</strong>.&nbsp;Il&nbsp;<strong>teatro romano</strong>&nbsp;sorge in ritardo rispetto alla produzione teatrale latina ma, elemento destinato alla rappresentazione, riprende in part il tipo di teatro greco sia pur rivoluzionando l&#8217;impostazione strutturale</p>



<p>Il&nbsp;<strong>teatro greco</strong>&nbsp;si realizzava su un declivio per poter sfruttare la pendenza per la realizzazione della cavea; qui la tecnica delle volte, dell&#8217;arco e della concezione strutturale risolvono il problema permettonde la realizzazione a sè stante. Una serie di setti radiali voltati a botte inclinata sorreggono le gradinate.</p>



<p>La tipologia può essere riassunta da varie unità funzionali oltre alla&nbsp;<strong>cavea</strong>&nbsp;e alla&nbsp;<strong>platea</strong>&nbsp;compare il&nbsp;<em>Pucpitum,</em>&nbsp;il&nbsp;<em>Frons Scanae</em>&nbsp;e le&nbsp;<em>Vesumae</em>. Il primo era il vero&nbsp;<strong>palcoscenico</strong>&nbsp;rialzato e botolato per attori, coro e ballerini, l&#8217;altro costituiva la&nbsp;<strong>scenda di sfondo</strong>, le ultime due accessi laterali per l&#8217;ingresso degli attori.</p>



<p>La concezione dello spazio appare totalmente diversa da quella del teatro greco per il diverso rapporto tra ambiente e teatro. La presenza di una superficie curva esterna a più ordini delimita la cavea; gli elementi strtutturali romani fanno il resto.</p>



<p>Nel&nbsp;<strong>Teatro di Marcello</strong>&nbsp;compaiono setti radiali come classicamente esposto e al primo piano una botte anulare chiude un ambulacro. Al piano successivo le botti più esterne sono radiali come quelle che sostengono per evitare le spinte sulle facciate. Compaiono due tipi di ordini architettonici: al primo piano il tuscanico, al secondo ionico e al terzo piano lesene corinzie.</p>
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		<title>Domus Augustana: il Palazzo di Domiziano</title>
		<link>http://www.romavisibile.it/domus-augustana-il-palazzo-di-domiziano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Apr 2019 13:58:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Edifici]]></category>
		<category><![CDATA[Monumenti]]></category>
		<category><![CDATA[Rione X Campitelli]]></category>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La grande&nbsp;<strong>residenza di Domiziano</strong>, chiamata ufficialmente&nbsp;<strong>Domus Augustana</strong>&nbsp;e volgarmente Palatium (<strong>Palazzo di Domiziano</strong>), è uno dei pochi grandi edifici romani di cui si conosce il nome dell&#8217;architetto:&nbsp;Rabirio.&nbsp;Fu inaugurata nel 92. d.C. Sorgeva sulle sella irregolare fra i due rialzi del colle&nbsp;Palatino:&nbsp;una posizione che dal punto di vista della pianta creava alcuni problemi. A ovest e a sud-ovest era limitata da monumenti già esistenti e, oltre alle differenze di livello imposte dal terreno, richiedeva due facciate opposte asimmetriche, una a nord rivolta verso la valle del Foro, e una a sud verso il&nbsp;Circo Massimo.</p>



<p>La soluzione adottata da Rabirio fu di raggruppare gli appartamenti ufficiali su una piattaforma parzialmente artificiale, formando una ala occiedntale praticamente indipendente, che dominava dall&#8217;alto il&nbsp;<strong>Foro</strong>;&nbsp;mentre la residenza privata occupava la fronte sul Circo Massimo, a un livello in parte inferiore.</p>



<p>I due blocchi erano connessi da un paio di grandi corti colonnate, che insieme costituivano un asse traverso. Ad est si opponeva al palazzo di rappresentanza, nella pianta ma non dal punto di vista volumetrico, un lungo giardino incavato (lo stadio), dietro al quale furono aggiunte più tardi alcune strutture supplementari, fra cui un edificio termale. Il complesso era servito da un ramo dell&#8217;acquedotto costruito da Nerone per portare l&#8217;acqua alla&nbsp;<strong>Domus Aurea</strong>&nbsp;.</p>



<p>L&#8217;ala ufficiale del<strong>&nbsp;Palazzo di Domiziano</strong>&nbsp;si compenva di tre elementi: gli appartamenti di stato, disposti a terrazza, sopra la valle che saliva dall&#8217;Arco di Tito; dietro ad essi un ampio portico-giardino, circondato su due lati da una serie di stanze minori, di cui non si conosce la funzione precisa; e, sul fondo del peristilio, la grande mole del triclinio.</p>



<p>Gli appartamenti di stato formavano un blocco rettangolare praticamente indipendente, che si estendeva su tutta la fronte settentrionale, rivolto verso l&#8217;esterno e comunicante col peristilio soltanto attraverso porte secondarie.</p>



<p>All&#8217;estremità occidentale c&#8217;era la&nbsp;Basilica,&nbsp;dove l&#8217;imperatore impartiva giustizia. Nel centro c&#8217;era una grande sala delle udienze, chiamata convenzionalmente<strong>&nbsp;Aula Regia,</strong>&nbsp;che doveva essere usata per cerimonie ufficiali come il ricevimento di ambasciatori stranieri. Al limite orientale c&#8217;era una sala più piccola, che è stata identificata come il Larario, o cappella palatina, ma che è forse un&#8217;anticamera della sala principale. Dietro a questa c&#8217;era una stanza di servizio, che dava accesso all&#8217;unica scala di esistono tracce in questa parte del palazzo. Lungo i lati a nord e ad ovest correva un portico esterno, con balconi sporgenti di fronte alle entrate delle tre sale principali.</p>



<p>Tutto il complesso era costruito, su massicce fondazioni, in un bel conglomerato con paramenti di mattoni, intercalati da corsi orizzontali di tegole. Le pareti erano internamente rivestite di altri materiali: pannelli e odrini decorativi di marmo nelle sale principali, intonaco nelle stanze di servizio. Le volte erano quasi certamente rivestite di stucco, probabilmente a tratti dorate e forse già in parte ornate di mosaici, per esempio nelle cupole delle absidi.</p>



<p>La pianta delle due sale principali ha un solo elemento in comune, cioè l&#8217;abside nel mezzo del muro meridionale, un elemento che fa cioè l&#8217;abside nel mezzo del muroi meridionale, un elemento che fa qui la sua prima comparsa nell&#8217;edilizia romana, come concretizzazione architettonica dalla maestà semidivina dell&#8217;imperatore.</p>
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		<title>Il Foro di Augusto</title>
		<link>http://www.romavisibile.it/il-foro-di-augusto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Apr 2019 13:54:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Edifici]]></category>
		<category><![CDATA[Monumenti]]></category>
		<category><![CDATA[Rione I Monti]]></category>
		<category><![CDATA[Rione X Campitelli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il&#160;Foro&#160;è il&#160;cuore civico della città romana&#160;con attività amministrative, politiche, commerciali e religiose che vi trovano posto. E&#8217; parte integrante del &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il&nbsp;<strong>Foro</strong>&nbsp;è il&nbsp;cuore civico della città romana&nbsp;con attività amministrative, politiche, commerciali e religiose che vi trovano posto. E&#8217; parte integrante del tessuto della città e si colloca solitamente alla confluenza delle strade più importanti o nei pressi di essa. L&#8217;<strong>evoluzione del foro prima dell&#8217;età imperiale</strong>&nbsp;è molto complessa e riguarda caso per caso proprio perchè è parte integrante dell&#8217;urbanistica della città e si adatta sia al territorio che agli adattamenti di esso. A Roma compaiono diversi fori in epoche differenti per svolgere attività sempre più vicine alle necessità della popolazione.</p>



<p><strong>Augusto</strong>&nbsp;nel suo complesso di interventi regala a Roma una serie imponente di opere pubbliche per buona parte collocate nel suo Foro. A&nbsp;<strong>Roma,</strong>&nbsp;si conserva ben poco degli altri&nbsp;<strong>monumenti augustei;</strong>&nbsp;il&nbsp;Mausoleo di Augusto&nbsp;che riprende motivi etruschi, realizzato con un sistema ingegnoso di volte che formano il grande tumulo ricoperto di terra ed il complesso dei&nbsp;quattro templi di Largo Argentina.</p>



<h4>Il Foro di Augusto</h4>



<p>Il&nbsp;<strong>Foro di Augusto</strong>&nbsp;fu realizzato in connessione al&nbsp;Foro di Giulio Cesare,&nbsp;del resto anch&#8217;esso completato da Ottaviano. L&#8217;impianto del Foro, simile a quello del Foro Giulio, è caratterizzato da una spiccata assialità che vede i portici e il tempio di&nbsp;Marte Ultore&nbsp;disposti simmetricamente rispetto all&#8217;asse maggiore dello spazio rettangolare su cui è organizzato la piazza del Foro.</p>



<p>Notevole l&#8217;influenza delle piazze tardo ellenistiche nell&#8217;uso dei portii colonnati e degli ordini, ma il complesso di spazio che ne nasce è di chiaranovità romana per la sua ampiezza e per la conformazione e uso degli elementi architettonici e di composizione urbanistica.</p>



<p>La presenza di elementi curvilinei, come le esedre e l&#8217;abside del tempio, rappresentano delle articolazioni planimetriche inserite in un contesto neoclassico con il trattamento lineare dei portici architravati e ritmati dall&#8217;ordine archiettonico.</p>
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		<title>I Mercati Traianei</title>
		<link>http://www.romavisibile.it/i-mercati-traianei/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Apr 2019 13:04:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Edifici]]></category>
		<category><![CDATA[Monumenti]]></category>
		<category><![CDATA[Musei]]></category>
		<category><![CDATA[Rione I Monti]]></category>
		<category><![CDATA[Rione X Campitelli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I&#160;Mercati Traianei erano un nuovo quartiere commerciale, disposto a più piani sul ripido pendio che era stato creato tagliando la &#8230; </p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.romavisibile.it/i-mercati-traianei/">I Mercati Traianei</a> proviene da <a rel="nofollow" href="http://www.romavisibile.it">RomaVisibile.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>I&nbsp;<strong>Mercati Traiane</strong>i erano un nuovo quartiere commerciale, disposto a più piani sul ripido pendio che era stato creato tagliando la sella che univa&nbsp;l&#8217;Esquilino&nbsp;al&nbsp;Capitolino&nbsp;allo scopo di formare uno spazio piano per il complesso del&nbsp;<strong>Foro</strong>&nbsp;e della&nbsp;<strong>Basilica.</strong></p>



<p>E&#8217; vero che certe categorie di monumenti pubblici la convenzione era la simmetria assiale; ma quando non esistevano limiti imposti dalle convenzioni o quando la natura del luogo richiedeva un trattamento più libero e meno formale, come nel caso dei&nbsp;<strong>Mercati Traianei,</strong>&nbsp;l&#8217;architetto romano era pronto alle variazioni, e in questi casi il calcestruzzo era il mezzo ideale.</p>



<h4>L&#8217;area e la pianta</h4>



<p>L&#8217;area scelta per i&nbsp;<strong>Mercati Traianei</strong>&nbsp;era particolarmente adatta per una progettazione vivace e immaginosa.</p>



<p>La libera articolazione planimetrica, il sapiente uso di volte ed archi per contrastare ed equilibrare le spinte, e l&#8217;organizzazione spaziale dei vari elementi di questo complesso, collegati fra loro in maniera da formare una vera e propria architettura di percorso, evidenziano molto bene l&#8217;altra tendenza delle esperienze architettoniche romane: quella sperimentale ed innovatrice.</p>



<h4>Il Mercato</h4>



<p>I&nbsp;<strong>Mercati Traianei&nbsp;</strong>furono costruiti da una serie di&nbsp;<em>tabernae,</em>&nbsp;disposte ad emiciclo su diversi piani, in modo da formare una vera e propria opera di contenimento della grande scarpata e collegate da percorsi e rampe di raccordo ad altri ambienti sistemati alle varie quote del dislivello esistente.</p>



<p>L&#8217;aula del mercato è un edificio relativamente modesto, e ciò che colpisce non sono le sue dimensioni, ma la sua logica di progettazione. La forma dell&#8217;emiciclo fu imposta da quella dell&#8217;esedra del&nbsp;<strong>Foro,</strong>&nbsp;mentre le curve concatenate del blocco che occupa l&#8217;area fra via Biberatica e l&#8217;angolo nord sono prodotte dal desiderio di dare una certa misura di unità alla fronte di un&#8217;area difficile.</p>



<p>L&#8217;emiciclo a corona dell&#8217;esedra del&nbsp;<strong>Foro,</strong>&nbsp;al pianterreno, è formato da una successione di tabernae con porte di accesso riquadrate da pesanti stipiti ed architravi in travertino, mentre al primo piano le tabernae poste all&#8217;interno sono servite da una galleria che corre lungo il fronte esterno ritmato da finestre ad arco inquadrate da leggere paraste in mattoni, che sorreggono una cornice con motivo alternato di leggeri timpani curvilinei e triangolari chiusi od aperti. Attraverso rampe di scale si raggiunge la strada superiore (detta Biberatica nel Medioevo), che si svolge intorno all&#8217;emiciclo per poi inoltrarsi all&#8217;interno sempre tra file di botteghe organizzate su terrazzamenti a vari livelli e termina sotto la facciata ovest, alta tre piani, della sala posta a settentrione sull&#8217;attuale via&nbsp;IV Novembre.</p>



<h4>La Basilica</h4>



<p>Questa sala, individuata dal Crema come la probabile&nbsp;<strong>Basilica di Traiano</strong>&nbsp;(<em><strong>Basilica Traiana</strong></em>), è a pianta rettangolare, coperta da sei volte a crociera impostate su mensole di travertino sporgenti da pilastri, a loro volta collegati da archi ai muri perimetrali. Ai lati vi sono due ordini di botteghe coperte a botte; quelle inferiori addossate ed aperte sull&#8217;ambiente centrale, quelle superiori invece arretrate e servite da ballatoi coperti che, a loro volta, si affacciano sulla grande aula.</p>



<h4>La decorazione</h4>



<p>Come conveniva a un complesso essenzialmente utilitario, alla semplicità del disegno si accompognava un uso molto sobrio della decorazione architettonica. Fuori dell&#8217;emiciclo centrale, la superficie parietale era animata quasi esclusivamente da porte, finestre e balconi. E le finestre crescevano sempre in numero e dimensioni.</p>



<p>Le otto grandi finestre della sala semicircolare opposta all&#8217;angolo nord-orientale del Foro occupano due terzi della parete superiore all&#8217;interno, riducendo la parete stessa a poco più della struttura necessaria a sostenere la volta. Dall&#8217;esterno la facciata di questa salsa era un elemento preminente del disegno, eppure in essa l&#8217;unica decorazione convenzionale era una sottile modanatura attorno alle tre finestre superiori, che disegnava un timpano curvilineo. L&#8217;accento architettonico era affidato alle finestre stesse. Non solo la decorazione era usata in modo molto più sobrio, ma la poca che c&#8217;era aveva anche un carattere molto diverso.</p>



<p>Quasi per una connessione al vicino&nbsp;<strong>Foro,</strong>&nbsp;le finestre del piano superiore dell&#8217;emiciclo erano incorniciate da un delicato ordine decorativo, che assomiglia un poco agli ordini decorativi esterni dell&#8217;architettura monumentale della tarda&nbsp;Repubblicae del primo&nbsp;Impero.</p>



<h4>Il Museo</h4>



<p><a href="../../visitare/musei/mercati-di-traiano-e-museo-dei-fori-imperiali.html"><strong>Mercati di Traiano</strong>&nbsp;&#8211;&nbsp;<strong>Museo dei Fori Imperiali</strong></a>&nbsp;<br>Via IV Novembre 94 &#8211; 00187 Roma<br>Tel.: 060608<br>E-mail:&nbsp;<a href="mailto:info@mercatiditraiano.it">info@mercatiditraiano.it</a>&nbsp;<br>Sito: www.mercatiditraiano.it<br><strong>Orari di apertura</strong>&nbsp;martedì &#8211; domenica 9.00-19.00 (la biglietteria chiude un&#8217;ora prima), 24 dicembre e 31 dicembre 9.00 &#8211; 14.00&nbsp;<strong>Giorni chiusura</strong>&nbsp;Lunedì, 1 Gennaio, 1 Maggio, 25 Dicembre</p>



<p><strong>Ingresso ordinario</strong><br>Intero € 6,50<br>Ridotto € 4,50<br>In occasione di eventi culturali il prezzo del biglietto può subire variazioni</p>



<p>Per approfondire e per gli&nbsp;<a href="http://www.mercatiditraiano.it/informazioni_pratiche/biglietti_e_prenotazioni">accessi gratuiti</a></p>
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		<title>Le Terme di Traiano</title>
		<link>http://www.romavisibile.it/le-terme-di-traiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Apr 2019 11:27:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Edifici]]></category>
		<category><![CDATA[Rione I Monti]]></category>
		<category><![CDATA[Terme]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Con le&nbsp;<strong>Terme di Traiano</strong>&nbsp;raggiunse la sua piena maturità il tipo di&nbsp;<strong>edificio termale</strong>&nbsp;che è propriamente chiamato&nbsp;<strong>&#8220;imperiale&#8221;.</strong>Vediamo prima una breve storia sulla nascita della tipologia ediliza delle&nbsp;<strong>terme</strong>&nbsp;e degli&nbsp;<strong>edifici termali</strong>in generale durante il periodo romano.</p>



<h4>Le terme</h4>



<p>I&nbsp;<strong>primi edifici termali&nbsp;</strong>sembra siano stati costruiti in Campania nel II sec. a.C.; forse in orgine erano alimentati da sorgenti termali, ma ben presto si sviluppò un&nbsp;sistema di riscaldamento a legna, basato sul passaggio dell&#8217;aria calda sotto pavimenti di cemento rialzati su spensurae di mattoni, e in seguito anche attraverso i mattoni forati delle pareti, che terminavano in sfiatatoi sul tetto,</p>



<p>Il sistema era essenzialmente simile a quello dei bagni turchi. C&#8217;erano stanza di calore graduato, con piscine di acqua e temperatura corrispondente. Spogliatoi, latrine e una palestra completavano l&#8217;attrezzatura essenziale di quello che, con un&#8217;infinità di variazioni più o meno complesse, nei primi tempi dell&#8217;Impero era già divenuto uno degli elementi tipici della cultura romana, tanto in Italia che nelle province, e a tutti i livelli sociali.</p>



<p>Fin da principio l&#8217;<strong>architettura termale</strong>&nbsp;adottò l&#8217;uso della volta in calcestruzzo. Il materiale era particolarmente adatto allo scopo; e inoltre un edificio senza precedenti sociali era libero da quei freni che i sentimenti conservatori ponevano alla libertà di esperimento per altri tipi edilizi più ricchi di storia.</p>



<p>Poichè mancano documenti sicuri sulla forma delle terme di Nerone, le prime terme che si conoscano sono le&nbsp;<strong>terme di Tito</strong>, iniziate da&nbsp;Vespasiano&nbsp;nella parte bassa dell&#8217;Esquilino&nbsp;accanto alla&nbsp;<strong>Domus Aurea</strong>&nbsp;e completate da&nbsp;Tito&nbsp;per l&#8217;inaugurazione del&nbsp;<strong>Colosseo.</strong>&nbsp;Anch&#8217;esse si conoscono soltanto da uno schizzo del&nbsp;Palladio,&nbsp;ma in questo caso non ci sono dubbi sulle linee principali della pianta: un recinto su terrazza simmetrico, di cui la metà settentrionale era occupata dall&#8217;edificio termale.</p>



<p>All&#8217;estremo settentrionale di quest&#8217;asse c&#8217;era il&nbsp;<em>frigidarium,</em>&nbsp;una vasta sala voltata a tre campate, e all&#8217;estremo meridionale, sporgente sul cortile aperto, il&nbsp;<em>calidarium,</em>&nbsp;formato da una coppia di stanze.</p>



<h4>Le terme di Traiano</h4>



<p>Le&nbsp;<strong>terme di Traiano</strong>, costruite fra il 104 e il 109 sulle rovine dell&#8217;ala residenziale della Domus Aurea (che scomparve così appena quarant&#8217;anni dopo la sua costruzione), erano un&#8217;opera molto più ambiziosa delle prime terme romane.</p>



<p>La pianta era di nuovo simmetrica lungo l&#8217;asse nord-sud, ma in questo caso l&#8217;edificio termale, su una superficie di circa 4 ettari, occupava soltanto una parte del lato settentrionale del recinto, e sporgeva verso l&#8217;interno. Un&#8217;importante aggiunta allo schema delle&nbsp;terme di Tito&nbsp;fu una grande piscina&nbsp;<em>(natatio)</em>&nbsp;a nord del&nbsp;<em>frigidarium,</em>&nbsp;il quale fu spostato al centro dell&#8217;edificio, nel punto di intersezione dei due assi principali. Sia dal punto di vista architettonico che quello funzionale il&nbsp;<em>frigidarium</em>&nbsp;divenne il punto focale dell&#8217;intero complesso.</p>



<p>Il&nbsp;<em>frigidarium</em>&nbsp;era seguito poi da un piccolo&nbsp;<em>tepidarium</em>&nbsp;e dal&nbsp;<em>calidarium</em>&nbsp;costituio da un avancorpo emergente dal fronte meridionale della costruzione.</p>



<p>Sull&#8217;asse traverso principale, ai lati del frigidarium, vero perno della composizione, erano posti due peristili rettangolari, probabilmente adibiti a palestre, mentre ai lati della piscina vi erano due ambienti circolari inseriti in un rettangolo suddiviso in piccole celle, forse utilizzate come spogliatoi.</p>



<p>Sebbene nelle&nbsp;<strong>terme di Traiano</strong>&nbsp;le forme curvilinee fossero più numerose che in quelle di Tito, tuttavia le esigenze funzionali dell&#8217;edificio principale avevano imposto dei limiti precisi alla libertà della concezione.</p>



<p>Altre novità importanti furono le file di finestre lungo la facciata meridionale, divenute possibili per la crescente diffusione del vetro, e l&#8217;introduzione, attorno al perimetro esterno, di sale di convegno, ninfei, gallerie di scultura, biblioteche e negozi. I due edifici un tempo distinti, le terme e il ginnasio, si fusero.</p>



<p>E di qui in poi questi enormi complessi divennero i grandi centri popolari della vita sociale, tanto a Roma che nelle Provincie.</p>
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		<title>Villa Adriana</title>
		<link>http://www.romavisibile.it/villa-adriana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Apr 2019 14:18:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Edifici]]></category>
		<category><![CDATA[Monumenti]]></category>
		<category><![CDATA[Ville]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le complesse ricerche spaziali dell&#8217;età in esame, quelle di impostazione planimetrica ed infine quelle strutturali, culminano con edifici come&#160;Villa Adriana&#160;a &#8230; </p>
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<p>Le complesse ricerche spaziali dell&#8217;età in esame, quelle di impostazione planimetrica ed infine quelle strutturali, culminano con edifici come&nbsp;<strong>Villa Adriana&nbsp;</strong>a Tivoli.</p>



<p><strong>Villa Adriana</strong>&nbsp;fu costruita sotto&nbsp;Adriano&nbsp;che ne seguì personalmente i lavori e forse concorse alla sua progettazione; fu realizzata a varie tappe tra il 118 e il 138 d.C. Fondamentale fu l&#8217;apporto di novità e di confronto acquisito da Adriano nei suoi viaggi in Grecia e nelle provincie romane.</p>



<p>L&#8217;impianto di&nbsp;<strong>Villa Adriana</strong>&nbsp;ha nella sua organizzazione chiari precedenti nelle&nbsp;<strong>ville di campagna</strong>: da quelle del tempo di&nbsp;Cicerone&nbsp;alle&nbsp;<strong>ville imperiali</strong>&nbsp;di&nbsp;Nerone&nbsp;ad&nbsp;Anzio&nbsp;e di&nbsp;Augusto&nbsp;a&nbsp;Capri,&nbsp;ma la caratteristica originale stà nelle invenzioni architettoniche, che rappresentano il culmine delle esperienze romane e confermano il carattere sperimentale che ha sempre avuto il tema edilizio della residenza.</p>



<h4>Il complesso</h4>



<p>Il complesso si compone di quattro gruppi di costruzioni, ciascuno avente il proprio orientamento. Il primo fa capo alla&nbsp;<strong>&#8220;Piazza d&#8217;Oro&#8221;</strong>, all&#8217;estremità orientale del complesso che si estende per circa un chilometro, a fianco al&nbsp;<strong>&#8220;cortile delle Biblioteche&#8221;</strong>, il&nbsp;<strong>&#8220;Palazzo&#8221;</strong>&nbsp;e ampi porticati.</p>



<p>Perno col secondo gruppo è il&nbsp;<strong>&#8220;Teatro Marittimo&#8221;</strong>, a pianta centrale, che attraverso la&nbsp;<strong>&#8220;Sala dei Filosofi&#8221;</strong>&nbsp;si collega all&#8217;elemento di maggiori dimensioni del complesso: il &#8220;<strong>Pecile&#8221;</strong>.</p>



<h4>Il Pecile</h4>



<p>Il&nbsp;<strong>Pecile</strong>&nbsp;è un grande elemento porticato rettangolare con i lati minori concavi all&#8217;interno e con a nord un muro alto al quale erano addossati due porticati per l&#8217;ombra in ogni ora del giorno. Di dimensioni 232&#215;97 metri, ospita al centro una pescheria.</p>



<p>La parte occidentale del&nbsp;<strong>Pecile</strong>&nbsp;si presentava su un&#8217;area scoscesa; per la sua realizzazione si resero necessarie ampie costruzioni per colmare il dislivello del terreno molto scosceso e così, con una tecnica già sperimentata in analoghe situazioni, furono realizzati in un lunga serie degli ambienti voltati &#8220;<em>le cento camerelle</em>&#8220;, distribuiti su 3-4 piani. Le camerelle dapprima seguono un lato del perimentro del Pecile nella zona in rilevato, per poi discostarsene con un tratto rettilineo, sul cui allineamento sono disposti gli edifici del terzo gruppo, costituiti dalle &#8220;piccole e grandi terme&#8221;,dal&nbsp;&#8220;vestibolo&#8221;,&nbsp;dal&nbsp;&#8220;canopo&#8221;&nbsp;e dal&nbsp;&#8220;serapeo&#8221;.</p>



<h4>Il canopo</h4>



<p>Il&nbsp;<strong>Canopo</strong>&nbsp;è uno specchio d&#8217;acqua di 119 metri per 18 di larghezza, situato in una piccola valle parzialmente artificiale, orientata da nord-ovest a sud-est. Il luogo era anche dedicato ad&nbsp;Antinoo,&nbsp;favorito dell&#8217;imperatore Adriano e morto annegato. Il nome deriva da una città egiziana famosa per i suoi culti di&nbsp;Iside&nbsp;e di&nbsp;Serapide.&nbsp;Il bacino rappresenta infatti l&#8217;antico canale che collegava le città egiziane di Alessandria e di Canopo. Era circondato da un colonnato, doppio verso est e semplice verso ovest, ornato da quattro&nbsp;Cariatidi,&nbsp;copia di quelle dell&#8217;Eretteo di Atene&nbsp;e inquadrate tra due statue di sileni.Il bacino è chiuso verso sud dal&nbsp;<em>Serapeo</em>, edificio dedicato a Serapide, appoggiato alla costa della valletta e collegato al Canopo da un piccolo bacino rettangolare di circa 15 metri x 10. Sul posto furono rinvenute statue di Antinoo e di divinità egiziane, il che convalida l&#8217;ipotesi di un luogo dedicato sia all&#8217;uno che alle altre.</p>



<h4>L&#8217;Accademia</h4>



<p>Il quarto gruppo è quello che fa capo all&#8217;<strong>&#8220;Accademia&#8221;</strong>, alla cui estremità occidentale compaiono le rovine di un ambiente simile al padiglione della Piazza d&#8217;Oro. L&#8217;elemento di maggior spicco è proprio questo padiglione con un vasto vano quadrilobato coperto da una cupola a spicchi con occhio centrale. Le ampie convessità e concavità risaltano una concezione spaziale nuova e di culmine della ricerca dell&#8217;architettura romana. La copertura, di circa 10 metri, è il risultato di un sapiente gioco costruttivo; le spinte, infatti, venivano convogliate lungo gli spigoli, rinforzati all&#8217;esterno e sottolineati all&#8217;interno da colonne libere, mentre le nicchie fungevano da contrasto alle forze orizzontali.</p>



<p>La semicalotta del serapeo è invece formata da spicchi concavi (vele) alternati ad elementi, sempre triangolari, veri e propri settori semicircolari. Nelle piccole terme troviamo un&#8217;ambiente ottagonale, denominato&nbsp;<strong>&#8220;Sala del paradosso statico&#8221;</strong>&nbsp;in quanto coperta da otto spicchi, di cui quattro convessi verso l&#8217;interno (motivo che verrà ripreso dal Borromini per S.Ivo alla Sapienza)</p>
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