Il Colosseo

Il Colosseo,conosciuto in antichità come Anfiteatro Flavio, è il più famoso anfiteatro romano, simbolo di Roma,conosciuto in tutto il mondo e situato nel centro storico della capitale.

Anticamente in grado di contenere fino a 50.000 spettatori, era il più grande e importante anfiteatro dell’epoca imperiale. Veniva usato in epoca romana principalmente per gli spettacoli di lotta tra gladiatori e manifestazioni e spettacoli pubblici come rievocazioni di battaglie famose e rappresentazioni basati sulla mitologia classica.

Il Colosseo rappresenta il primo anfiteatro stabile in muratura costruito a Roma, dove fino ai tempi di Nerone, organismi simili erano sempre stati realizzati in legno.

Il tipo architettonico dell’anfiteatro non deriva dal teatro, come molti possano pensare, ma il nome indica la costruzione della cavea tutto intorno all’arena; così le parti principali sono, oltre alla cavea con le gradinate dove prendevano posto gli spettatori, l’arena, cioè il terreno di combattimento e di gioco e gli ambienti sotterranei, adibiti a serragli, sale di esercitazioni e spogliatoi.

L’origine dei ludi gladiatori si fa risalire agli antichi giochi funebri in uso nella Campania, proprio a Pompei c’è il più antico anfiteatro in pietra, risalente al 79 a.C. I lavori del grande anfiteatro Flavio (Colosseo) iniziati da Vespasiano (70-79) e localizzati nella zona bassa tra il Celio e l’Oppio, dove prima esisteva il lago della Domus Aurea , ormai abbandonata e in demolizione, furono portati a termine da Domiziano e completati, o forse meglio restaurati da Alessandro Severo e Giordano III.

L’architettura

Le pareti esterne misurano un’altezza di 48 metri e formano un volume su pianta ellittica con gli assi che misurano 156 per 188 metri, mentre internamente l’arena, anch’essa ellittica, ha gli assi di 54 e 86 metri. Nelle gradinate potevano trovare posto circa cinquantamila spettatori.

La facciata è costituita dalla ripetizione in serie, lungo il perimetro dell’ellisse, di ottanta elementi semplici composti dall’arco inquadrato nell’ordine architettonico. La serie delle arcate si sviluppa in altezza per tre piani e le semicolonne dei tre ordini architettonici, apartire dal basamento, sono rispettivamente tuscaniche, ioniche e corinzie; il quarto ordine, vero e proprio piano attico, è formato da paraste composite delimitanti delle superfici con piccole finestre rettangolari ed è definito da una trabeazione con il fregio articolato in una serie di mensole a formare un forte ritmo chiaroscurale, costituendo così un giusto coronamento dell’edificio interno.

Con il Colosseo si ha dunque la codificazione definitiva del sistema arcuato dagli ordini architettonici sovrapposti; questo motivo verrà poi ripreso nel 400 dall’Alberti per impaginare le sue facciate ed adottato in seguito nel trattamento di molti edifici rinascimentali.

La costruzione

Il sistema costruttivo adoperato per realizzare questo grande complesso fu quanto mai semplice ed ingegnoso, e, schematicamente può essere definito come un insieme di muri radiali inclinati e coperti da volte per reggere le gradinate. I tempi di esecuzione non superarono i 5 anni; fonti storiche fanno coincidere la data d’inagugurazione con l’80 d.C. fatta da Tito, anche se poi, come abbiamo detto, si annoverano interventi sul complesso fino al III sec. d. C.

La rapidità di esecuzione si spiega soltanto con la grande capacità organizzativa e tecnica dei costruttori, che divisero l’opera in settori ed allestirono probabilmente quattro cantieri autonomi. Inoltre furono adoperati accorgimenti, quali l’esecuzione per punti dei setti murari, costituiti da piloni di travertino, riuniti tra loro da archi rampanti, sui quali si potevano impostare le volte delle gradinate, e tratti di tamponamenti in blocchi di tufo realizzati in un secondo tempo; la conferma di questo procedimento si è avuta riscontrando il diverso andamento dei ricorsi delle murature formati rispettivamente dai due materiali sopra nominati. All’esterno intanto venivano costruiti i piani con i vari ordini architettonici e le volte anulari a chiusura e collegamento degli elementi radiali.

In questo modo in ciascun cantiere appena gettate le volte del primo ordine, si poteva procedere con il secondo e contemporaneamente lavorare al coperto per completare i setti murari e le rifiniutre del piano inferiore, accelerando così notevolmente i tempi di lavorazione.

Cavea e accessi al pubblico

All’interno la càvea con i gradini per i posti degli spettatori era suddivisa in cinque settori orizzontali (maeniana), riservati a categorie diverse di pubblico, il cui grado decresceva con l’aumentare dell’altezza: il settore inferiore, riservato ai senatori e alle loro famiglie, aveva gradini ampi e bassi che ospitavano seggi di legno (subsellia); seguivano il maenianum primum, con otto gradini di marmo, il maenianum secundum, suddiviso in imum (inferiore) e summum (superiore), ancora con gradini in marmo, e infine il maenianum summum, con circa undici gradini lignei all’interno del portico che coronava la cavea (porticus in summa cavea): i resti architettonici di quest’ultimo appartengono ai rifacimenti di epoca severiana o di Giordano III.

Un settore di posti nella parte più alta, considerato il peggiore, era riservato alle donne, alle quali, da Augusto in poi, fu sempre vietato di mescolarsi ad altri spettatori.

I diversi settori erano separati da alti podi (precinctio), nei quali si aprivano le porte di accesso (vomitoria), protetti da transenne in marmo (risalenti ai restauri del II secolo).

Gli spettatori raggiungevano il loro posto entrando dalle arcate loro riservate. Ciascuna delle 74 arcate per il pubblico era contraddistinta da un numerale, inciso sulla chiave di volta, per consentire agli spettatori di raggiungere rapidamente il proprio posto.

L’arena

Sotto l’arena erano stati realizzati ambienti di servizio, articolati in un ampio passaggio centrale lungo l’asse maggiore e in dodici corridoi curvilinei, disposti simmetricamente sui due lati. Qui si trovavano i montacarichi che permettevano di far salire nell’arena i macchinari o gli animali impiegati nei giochi e che, in numero di 80, si distribuivano su quattro dei corridoi: i resti attualmente conservati si riferiscono ad un rifacimento di III o IV secolo.

Le strutture di servizio erano fornite di ingressi separati:

  • gallerie sotterranee all’estremità dell’asse principale davano accesso al passaggio centrale sotto l’arena, ed erano utilizzate per l’ingresso di animali e macchinari;
  • le due arcate sull’asse maggiore davano direttamente nell’arena ed erano destinate all’ingresso dei protagonisti dei giochi, gladiatori ed animali troppo pesanti per essere sollevati dai sotterranei;
  • l’arena era accessibile per gli inservienti anche da passaggi aperti nella galleria di servizio che le correva intorno sotto il podio del settore inferiore della cavea. Alla galleria si arrivava dall’anello più interno, lo stesso che utilizzavano i Senatori per raggiungere i propri posti.

I giochi

Il Colosseo ospitava i giochi dell’anfiteatro, che comprendevano: lotte tra animali (venationes), l’uccisione di condannati da parte di animali feroci o altri tipi di esecuzioni (noxii), e i combattimenti tra gladiatori (munera).

Per l’inaugurazione dell’edificio, l’imperatore Tito diede dei giochi che durarono tre mesi, durante i quali morirono circa 2.000 gladiatori e circa 9.000 animali. Per celebrare il trionfo di Traiano sui Daci vi combatterono 10.000 gladiatori.

Colosseo Museo

Simbolo dei fasti dell’impero, l’Anfiteatro Flavio ha cambiato nei secoli il proprio volto e la propria funzione, offrendosi come spazio strutturato ma aperto alla comunità romana. Esso ospita, inoltre, esposizioni temporanee legate ai temi sempre attuali dell’antico e del suo rapporto con la contemporaneità, nonché spettacoli moderni.

Indirizzo: Piazza del Colosseo, n. 1
Biglietti: Il biglietto è acquistabile anche presso le biglietterie del Palatino in Via di San Gregorio n. 30 (Palatino) oppure in Largo Salara vecchia n.5/6 (Foro Romano) e comprende anche l’ingresso al Palatino e Foro Romano.

  • intero: 9 euro + 2 euro (supplemento mostra);
  • ridotto: 4,50 euro + 2 euro (supplemento mostra), per i cittadini della Unione Europea tra i 18 e i 24 anni e per i docenti della Unione Europea (esibendo un documento d’identità valido);
  • gratuito: cittadini dell’Unione Europea sotto i 18 e sopra i 65 anni (esibendo un documento d’identità valido) [ulteriori informazioni sull’accesso gratuito];


Servizi al pubblico: Visite guidate, audio e video guide, bookshop Punto Informazioni e Accoglienza al Pubblico: +39 06 77400922