I comizi curiati e centuriati

I comizi sono delle assemble popolari che si suddividono in due tipi: i comizi curiatie i comizi centuriati.

comizi curiatiistituiti nel periodo monarchico, permangono anche durante la repubblica anche se perdendo quasi totalmente i loro poteri. Il potere che conservano è, soprattutto, di dare formale investitura sacrale ai magistrati eletti dai comizi centuriati. Vengono convocati dal pontefice massimo, con partecipazione riservata solo ai patrizi; alle cerimonie possono assistere 30 littori, rappresentanti delle 30 curie del periodo monarchico.

comizi centuriati, secondo la tradizione, nascono con la riforma di Servio Tullio.; il carattere definitivo dei comizi centuriati si ha, però, durante i primi anni della repubblica.

Tra i compiti dei comizi centuriati c’è l’elezione dei consoli e degli alti magistrati maggiori.

Altra funzione era l’approvazione delle leggi emesse dal senato, anche se la possibilità che i comizi hanno è solo di approvare o respingere, senza poter modificare in alcun modo la legge emanata. 

I comizi centuriati avevano dei compiti giudiziari: la provocatio ad populum (corte d’appello) che serviva contro le condanne a morte sancite dai consoli nel pomerium (entro le mura).

Il potere dei comizi centuriati pian piano si espande, prendendo maggiore importanza dei comizi curiati. Le assemblee sono presiedute dai consoli, sono formate da 198 centurie suddivise in base al censo: le prime 98 (18 cavalieri e 80 fanti) sono formate da patrizi e plebei fra i più ricchi, possono garantirsi così la maggioranza nelle votazioni dei comizi centuriati.

I comizi centuriati nascono come organo per l’arruolamento di cavalieri e soldati, ma diventa, poi, uno strumento politico-elettorale attraverso il quale i più ricchi possono controllare le elezioni e, di conseguenza, la vita politica dello stato.

Con il passare degli anni i cavalieri si distaccano dai comizi centuriati per formare un proprio ordine: l’ordo equestris.

All’ordine dei cavalieri si affiancano gli optimates, cioè i migliori, la classe dei patrizi.