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	<title>Monumenti - RomaVisibile.it</title>
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	<description>Il portale della capitale</description>
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		<title>Piazza Navona</title>
		<link>http://www.romavisibile.it/piazza-navona/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Nov 2020 13:05:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Monumenti]]></category>
		<category><![CDATA[Piazze]]></category>
		<category><![CDATA[Rione VI Parione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra le tante meraviglie di Roma che meritano di essere scoperte nel corso di un tour nella Capitale, magari  a &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p> Tra le tante meraviglie di Roma che meritano di essere scoperte nel corso di un tour nella Capitale, magari  a bordo di un’auto presa a noleggio, non si può fare a meno di menzionare <strong>la splendida Piazza Navona</strong>, uno dei simboli della Città Eterna, punto di ritrovo non solo per i turisti, ma anche per chi nella Capitale ci vive.</p>



<h2>
La
storia della piazza</h2>



<p>

<strong>In
passato piazza Navona era uno stadio</strong>:
si trattava, in particolare, dello Stadio di Domiziano, che
l’imperatore omonimo aveva fatto realizzare nell’anno 85 d.c.&nbsp;
sottoposto poi a restauro nel III secolo su iniziativa di Alessandro
Severo.</p>



<p>
Largo
106 metri, raggiungeva una lunghezza di 276 metri ed era in grado di
accogliere fino a 30mila persone.</p>



<p>
Anche
a quei tempi&nbsp;<strong>erano
presenti numerose statue a scopo decorativo</strong>,
tra le quali quella di Pasquino, che oggi si trova nella piazza
omonima che gli è stata intitolata.</p>



<p>
Dal
momento che si trattava di uno stadio, la sua destinazione principale
era quella delle competizioni degli atleti: esso era libero, a
differenza – per esempio – del Circo Massimo, che invece
prevedeva la presenza di un muro divisorio, la cosiddetta spina.</p>



<h2>
Che
cosa vedere a Piazza Navona</h2>



<p>
Una
visita ideale della piazza&nbsp;<strong>potrebbe
iniziare</strong>&nbsp;dal
capolavoro del Bernini, vale a dire la&nbsp;<strong>Fontana
dei Fiumi</strong>,
impreziosita al centro&nbsp;<strong>dall’Obelisco
Agonale</strong>&nbsp;che
si fa notare per il suo stile egiziano.</p>



<p>
In
cima si trova una colomba, ma per notarla occorre aguzzare la vista,
dal momento che il monumento supera i 30 metri di altezza.</p>



<p>
La
fontana è caratterizzata da&nbsp;<strong>quattro
figure colossali</strong>,
ciascuna delle quali assume una posa differente: una rappresenta
il&nbsp;<strong>Rio
de la Plata</strong>,
una il&nbsp;<strong>Danubio</strong>,
una il&nbsp;<strong>Nilo</strong>&nbsp;e
una il&nbsp;<strong>Gange</strong>.</p>



<p>
In
pratica, si tratta dei fiumi più importanti che erano conosciuti al
tempo in cui la costruzione venne edificata.</p>



<p>
Di
fronte alla fontana gli appassionati di storia dell’arte non
faranno fatica a riconoscere il gioiello barocco della&nbsp;<strong>Chiesa
di Sant’Agnese in Agone</strong>&nbsp;del
Borromini: la santa a cui è dedicata – Agnese, appunto – era una
bambina di dodici anni che morì dentro lo stadio presente là dove
oggi c’è la piazza. Sant’Agnese, ancora adesso, è la patrona
delle adolescenti e delle giovani donne.</p>



<h2>
Le
altre fontane</h2>



<p>
Non
c’è solo la Fontana dei Fiumi, con i suoi leoni, a rapire lo
sguardo di chi osserva Piazza Navona: nelle vicinanze si trovano,
infatti, anche la&nbsp;<strong>Fontana
del Nettuno</strong>&nbsp;e
la&nbsp;<strong>Fontana
del Moro</strong>.</p>



<p>
La
prima è collocata nel versante settentrionale della piazza e
raffigura la lotta tra un mostro del mare e la divinità delle acque;
la seconda, invece, è ubicata sul fronte opposto, e propone la
rappresentazione di molteplici animali marini, tra i quali spicca
l’eleganza dei delfini.</p>



<h2>
I
palazzi</h2>



<p>
Sulla
piazza si affacciano alcuni dei palazzi più importanti di tutta
Roma: basti pensare, per esempio, a&nbsp;<strong>Palazzo
Pamphilj</strong>,
che venne fatto costruire da Girolamo Rainaldi intorno alla metà del
XVII secolo; oppure a&nbsp;<strong>Palazzo
De Torres – Lancellotti</strong>,
che invece fu realizzato circa un secolo prima da Pirro Ligorio.</p>



<p>
Risale
alla fine del Settecento, invece, Palazzo Braschi, edificato in un
punto in cui in precedenza si trovava il palazzo che il prefetto di
Roma Francesco Orsini aveva fatto costruire in epoca rinascimentale.</p>



<h2>
Quando
visitare Piazza Navona</h2>



<p>

Se
se ne ha la possibilità, per cogliere in pieno la magia di questa
piazza&nbsp;<strong>sarebbe
preferibile visitarla nel periodo natalizio</strong>&nbsp;o
nei giorni dell’Epifania, quando si festeggia la Befana di Piazza
Navona.</p>



<p>
Tra
la fine di dicembre e l’inizio di gennaio, infatti, ci si può
immergere nel fascino del mercato che si svolge in questa parte della
città.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il Foro Romano</title>
		<link>http://www.romavisibile.it/il-foro-romano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Apr 2019 14:09:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Edifici]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Monumenti]]></category>
		<category><![CDATA[Rione X Campitelli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Foro romano in età regia e repubblicana Abbiamo già detto che esso, come in Grecia l&#8217;Agorà, nacque dapprima come &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h4>Il Foro romano in età regia e repubblicana</h4>



<p>Abbiamo già detto che esso, come in Grecia l&#8217;Agorà, nacque dapprima come uno spazio aperto destinato agli scopi più vari, che poteva servire come ambiente per i più venerati santuari della comunità, come luogo di assemblee politiche e militari, come tribunale o come mercato. Poteva essere usato perfino come luogo di divertimento pubblico: così nel<strong>&nbsp;Foro Romano</strong>&nbsp;fino alla fine della Repubblica si celebrarono i ludi gladiatori.</p>



<p>Naturalmente, fin dai tempi più antichi, potevano esserci edifici pubblici o spazi aperti situati in altri luoghi: per esempio la cittadella&nbsp;<em>(arx)</em>&nbsp;e alcuni templi, o il mercato del bestiame, che di solito si trovava presso una delle porte della città. Ma fu nel II sec. a. C. col crescere della potenza politica ed economica di Roma nel mondo ellenistico, che assunse nuova forza il processo di specializzazione e decentramento.</p>



<p>Questo avvenne quando la&nbsp;basilica,&nbsp;la&nbsp;curia&nbsp;(sede del Senato) e il luogo dell&#8217;assemblea pubblica&nbsp;<em>(comitium)</em>&nbsp;presero forma architettonica di edifici indipendenti, raggruppati intorno allo spazio libero del&nbsp;<strong>Foro;</strong>&nbsp;e ad essi col tempo si aggiunsero altri edifici pubblici specializzati, come i&nbsp;<em>tabularia</em>&nbsp;(archivi pubblici)&nbsp;e i&nbsp;<em>saepta</em>&nbsp;(luoghi di votazione pubblica).</p>



<p>Attorno al Foro o altrove cominciarono a sorgere i&nbsp;mercati&nbsp;<em>(macella),</em>&nbsp;i portici con negozi e uffici e i&nbsp;magazzini&nbsp;<em>(horrea).</em></p>



<h4>Il Foro Romano in età imperiale</h4>



<p>Il&nbsp;<strong>Foro</strong>&nbsp;è il&nbsp;cuore civico della città romana&nbsp;con attività amministrative, politiche, commerciali e religiose che vi trovano posto. E&#8217; parte integrante del tessuto della città e si colloca solitamente alla confluenza delle strade più importanti o nei pressi di essa. L&#8217;<strong>evoluzione del foro prima dell&#8217;età imperiale</strong>&nbsp;è molto complessa e riguarda caso per caso proprio perchè è parte integrante dell&#8217;urbanistica della città e si adatta sia al territorio che agli adattamenti di esso. A Roma compaiono diversi fori in epoche differenti per svolgere attività sempre più vicine alle necessità della popolazione.</p>



<p><strong>Augusto</strong>&nbsp;nel suo complesso di interventi regala a Roma una serie imponente di opere pubbliche per buona parte collocate nel suo Foro. A&nbsp;<strong>Roma,</strong>&nbsp;si conserva ben poco degli altri&nbsp;<strong>monumenti augustei;</strong>&nbsp;il&nbsp;Mausoleo di Augusto&nbsp;che riprende motivi etruschi, realizzato con un sistema ingegnoso di volte che formano il grande tumulo ricoperto di terra ed il complesso dei&nbsp;quattro templi di Largo Argentina.</p>



<p><strong>1. Curia</strong></p>



<p>Come detto, la Curia era il luogo di riunione del senato durante il periodo repubblicano. All&#8217;estremo nord-occidentale del Foro, vicino alla Basilica Emilia, uno spazio libero onsacrato era il luogo di riunione dell&#8217;assemblea pubblica (comitium) e, dominante su questo, si trovava la Curia.</p>



<p><strong>2. Basilica Emilia</strong></p>



<p>Il nuovo edificio, bruciato in un incendio nel 14 a.C<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/14_a.C.">.</a>, venne ricostruito per volere di Augusto nel nome di un altro discendente della medesima&nbsp;<em>gens Aemilia</em>, riadoperando molti degli elementi architettonici della&nbsp;<em>basilica Paulli</em>&nbsp;e con la stessa pianta.</p>



<p>In questa occasione furono completamente ricostruite le taberne (le antiche&nbsp;<em>tabernae novae argentariae</em>) che precedevano la basilica verso la piazza del Foro e il portico antistante, strutturalmente separati dalla basilica vera e propria. Nella fila di taberne, più larghe di quelle precedenti, furono integrati i vani di passaggio verso l&#8217;interno della basilica e i vani scala per l&#8217;accesso ai piani superiori. Il portico fu allargato verso la piazza e venne dedicato ai due nipoti dell&#8217;imperatore,&nbsp;Caio&nbsp;e Lucio Cesari (<em>porticus Gai et Luci</em>). Aveva in facciata due ordini di arcate inquadrate da pilastri con semicolonne doriche. A causa della sua notevole ampiezza fu necessario rafforzarne la struttura con &#8220;catene&#8221; metalliche trasversali che contrastavano la spinte laterali delle volte di copertura.</p>



<p><strong>3. Tempio di Antonino e Faustina</strong></p>



<p>Dedicato all&#8217;imperatore Antonino Pio e alla moglie Faustina maggiore. Il tempio venne eretto dopo la morte dell&#8217;imperatrice nel 141 e le fu dedicato dal Senato, come ricorda l&#8217;iscrizione sull&#8217;architrave della facciata (DIVAE FAVSTINAE EX S C).</p>



<p>Sorge su un alto podio in blocchi di&nbsp;tufo, in origine rivestito esternamente in marmo, accessibile per mezzo di un&#8217;alta scalinata sulla fronte, con al centro l&#8217;altare. L&#8217;edifico è costituito da una cella, con pareti ancora in blocchi di tufo, preceduta da un pronao esastilo, a sei colonne lisce in marmo cipollino. La trabeazione presenta un fregio continuo con ghirlande, grifoni e strumenti sacrificali.</p>



<p><strong>4. Tempio del Divo Giulio</strong></p>



<p>Dedicato a Gaio Giulio Cesare, primo romano ad essere divinizzato dopo la sua morte, e di conseguenza onorato con un tempio, dopo il mitico fondatore Romolo</p>



<p>Il tempio era prostilo esastilo, con due file di sei colonne solo anteriormente e lesene sulle pareti laterali e posteriore della cella. Da Vitruvio sappiamo che il tempio era picnostilo (con colonne molto ravvicinate, separate da uno spazio pari ad appena un diametro e mezzo dei fusti), come il tempio di Venere Genitrice nel Foro di Cesare</p>



<p>Oggi sono visibili i resti del podio del tempio, in cementizio, in origine rivestito esternamente da un paramento in opera quadrata di blocchi di&nbsp;tufo, a sua volta ricoperto da lastre di marmo. I vuoti attualmente presenti tra i nuclei di cementizio sono dovuti all&#8217;asportazione per un successivo riutilizzo dei blocchi di travertino, i quali costituivano le fondazioni del colonnato della fronte e del muro anteriore della cella, permettendo di riconoscerne con precisione la posizione.</p>



<p><strong>5. Regia</strong></p>



<p>Col l&#8217;avvento delle istituzioni politiche imperiali e specificamente romane come il Foro, come abbiamo detto, sorsero edifici pubblici e privati, civili e religiosi. La Regia nel Foro di Augusto era la residenza del &#8220;Pontefice Massimo&#8221; che aeva eriditato le funzioni religiose dei Re. L&#8217;archeologia ha potuto fornire un&#8217;immagine precisa delle fasi più antiche.</p>



<p>La&nbsp;<strong>Regia</strong>&nbsp;è un&#8217;importante edificio religioso, risalente alla meta VI sec. a. C. I pochi elementi rimasti sono sufficienti a ricostruire la pianta di questo tempio costituito da un&#8217;unica sala rettangolare aperta ad est mediante un portico di legno.</p>



<p>Dopo un incendio, l&#8217;edificio subì una ristrutturazione provvisoria secondo un asse diverso,che fu poi modificato nuovamente alla fine del secolo. La nuova Regia, una casa-santuario per il&nbsp;<em>Rex Sacrificulus&nbsp;</em>della Repubblica, sorgeva nei pressi della&nbsp;via Sacra&nbsp;e presentava un cortile tapezoidale, un altare e un portico aperto su due o tre lati. Tre stanze allineate nella parte orientale della costruzione ricordano le tombe etrusche.</p>



<p><strong>6. Arco di Augusto</strong></p>



<p>L&#8217;uso di innalzare monumenti a forma di arco per festeggiare il ritorno di valorosi condottieri risale all&#8217;inizio del II sec. a.C. ma è bene fare una distinzione tra gli archi dell&#8217;età repubblicana, i fornices, ed i veri e propri archi trionfali, arcus triumphalis, inquadrati nell&#8217;ordine architettonico.</p>



<p>Nel&nbsp;Foro Romano&nbsp;furono eretti due archi in onore di&nbsp;Augusto;&nbsp;il primo, demolito nel 29 a.C. a causa di cedimenti del terreno, ed il secondo, costruito nel 19 a.C. Dalla ricostruzioni storico &#8211; archiettoniche effettuate su quest&#8217;ultimo, si può vedere com eil monumento fosse costruito da un&#8217;arco inquadrato dell&#8217;ordine architettonico corinzio con trabeazione ed attico superiore e da due ali più basse, formate da un ordine di colonne tuscaniche, alte quanto l&#8217;imposta dell&#8217;arco centrale, sormontate da un&#8217;architrave con sopra un timpano triangolare.</p>



<p><strong>7. Tempio di Vesta</strong></p>



<p>Situato all&#8217;estremità orientale del&nbsp;<strong>Foro Romano</strong>&nbsp;accanto alla&nbsp;<em>Regia</em>&nbsp;e alla Casa delle Vestali: insieme a quest&#8217;ultimo edificio costituiva un unico complesso religioso, con il nome di&nbsp;<em>atrium Vestae</em>.</p>



<p>Il&nbsp;tempio di Vesta&nbsp;è probabilmente tra i più antichi di Roma, risalente forse all’epoca in cui la città era ancora limitata al&nbsp;Palatino&nbsp;e costituita da un’aggregazione di villaggi e quindi prima della realizzazione del Foro.</p>



<p>I resti attualmente visibili appartengono ad una parziale ricostruzione moderna dell&#8217;ultima fase dell&#8217;edificio, che comprende alcuni elementi originali in marmo completati in travertino. In questa fase il tempio era costituito da un&nbsp;podio&nbsp;circolare in opera cementizia rivestito da lastre di marmo, del diametro di circa 15 m, che sosteneva la cella rotonda; dal podio sporgevano i piedistalli per le venti colonne corinzie che costituivano la peristasi. L&#8217;edificio doveva essere coperto da un tetto conico, con buco centrale per i fumi del fuoco acceso all&#8217;interno.</p>



<p><strong>8. Casa delle Vergini Vestali</strong></p>



<p>La&nbsp;<strong>Casa delle Vestali</strong>&nbsp;era la sede del collegio sacerdotale delle&nbsp;Vestali. Il nome antico di&nbsp;<em>Atrium Vestae</em>&nbsp;si riferiva in origine ad un&#8217;area aperta situata presso il&nbsp;tempio di Vesta, sede del culto della dea, circondata da costruzioni. Nel 12 a.C.&nbsp;Augusto,nella sua qualità di pontefice massimo, donò alle Vestali la&nbsp;<em>Domus Publica</em>, dove aveva abitato anche&nbsp;Giulio Cesare. Probabilmente dopo l&#8217;incendio del 64 d.C., il complesso venne ricostruito con una nuova pianta e un nuovo orientamento, in accordo con le altre costruzioni che circondavano la piazza del Foro.</p>



<p>Le stanze, in origine su due piani, si articolano intorno ad un cortile porticato, con fontane (poi sostituite da un aiuola ottagonale). Sul lato orientale è presente una grande ambiente sul quale si affacciano stanze più piccole, normalmente identificato come&nbsp;<em>tablinum</em>&nbsp;(stanza di ricevimento nella&nbsp;<em>domus</em>&nbsp;romana).</p>



<p><strong>9. Tempio di Castore e Polluce</strong><br><br><strong>10. Vestibolo della Domus Augustana</strong></p>



<p><strong>Domus Agustana</strong></p>



<p>La grande residenza di Domiziano, chiamata ufficialmente&nbsp;<strong>Domus Augustana</strong>&nbsp;e volgarmente Palatium (<strong>Palazzo di Domiziano</strong>&nbsp;), è uno dei pochi grandi edifici romani di cui si conosce il nome dell&#8217;architetto: Rabirio. Fu inaugurata nel 92. d.C. Sorgeva sulle sella irregolare fra i due rialzi del colle Palatino.All&#8217;interno del Foro ritroviamo il vestibolo.&nbsp;<br><strong><br>11. Basilica Giulia</strong></p>



<p>La&nbsp;<strong>basilica Giulia</strong>, venne iniziato da&nbsp;Cesare&nbsp;attorno all&#8217;anno 54 a.C., insieme al nuovo&nbsp;<strong>Foro di Cesare</strong>. Inaugurata incompleta nel 46 a.C. fu terminata dopo la morte di Cesare da&nbsp;Augusto.&nbsp;Ben poco sopravvive dell&#8217;antico edificio: praticamente soltanto il podio, che sorge su alcuni gradini (sette all&#8217;angolo est, uno a quello ovest), dove si conservano i resti della pavimentazione e di alcune semicolonne.</p>



<p><strong>12. Tempio di Saturno</strong></p>



<p>Edificato nei primi anni dell&#8217;età repubblicana, subì numerosi restauri fino al tardo IV secolo.</p>



<p>Nel tempio si conservava il tesoro statale (<em>aerarium</em>) di cui si occupavano i questori, gli archivi dello stato, le insegne e una bilancia per la pesatura del metallo. Successivamente l&#8217;&nbsp;<em>aerarium</em>&nbsp;dovette essere spostato in un apposito edificio nelle vicinanze e anche gli archivi furono trasferiti nel&nbsp;<em>tabularium.</em></p>



<p>Il podio del tempio era utilizzato per l&#8217;affissione di leggi e documenti pubblici. I resti attualmente visibili dell&#8217;edificio appartengono sia a questa fase (podio) che ad un restauro del tardo IV secolo, a cui si devono i fusti di colonna in granito grigio e rosa (restano solo quelli della facciata e i primi due dei lati) e i capitelli ionici a quattro facce. La trabeazione è costituita da elementi di reimpiego: il fregio-architrave mostra l&#8217;originaria decorazione della fine del II-inizi del III secolo sul lato interno del pronao, mentre il retro fu rilavorato per accogliere la nuova iscrizione di dedica: essendo i blocchi troppo corti sono stati integrati da blocchi più corti al centro del capitello, che all&#8217;interno copiano la decorazione degli elementi pià antichi<br><br><strong>13. Tempio del Divo Vespasiano</strong><br><br><strong>14. Tempio della Concordia</strong></p>



<p>Situato alla estermità occidentale del Foro venne consacrato nel 367 a.C. da&nbsp;Lucio Furio Camillo, figlio del dittatore che volle il tempio, per commemorare la riconciliazione tra&nbsp;patrizi&nbsp;da e plebei, e ricostruito nel 121 a.C.Lucio Opimio per favorire l&#8217;armonia dopo l&#8217;omicidio dei Gracchi.</p>



<p>Dei ruderi del tempio non rimane altro che il basamento in&nbsp;tufo, il&nbsp;podio&nbsp;e la&nbsp;soglia&nbsp;della cella, formata da due blocchi di marmo, nei quali è inciso un caduceo oltre che i gradini che condicevano al pronao. La cella del tempio era preceduta da un colonnato in stile&nbsp;corinzio.<br><br><strong>15. Arco di Settimio Severo</strong><br><br><strong>16. Rostra</strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il Colosseo</title>
		<link>http://www.romavisibile.it/il-colosseo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Apr 2019 14:05:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Edifici]]></category>
		<category><![CDATA[Monumenti]]></category>
		<category><![CDATA[Rione XIX Celio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il&#160;Colosseo,conosciuto in antichità come&#160;Anfiteatro Flavio, è il più famoso&#160;anfiteatro romano, simbolo di&#160;Roma,conosciuto in tutto il mondo e situato nel&#160;centro storico&#160;della &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il&nbsp;<strong>Colosseo,</strong>conosciuto in antichità come&nbsp;<strong>Anfiteatro Flavio</strong>, è il più famoso&nbsp;<strong>anfiteatro romano</strong>, simbolo di&nbsp;<strong>Roma,</strong>conosciuto in tutto il mondo e situato nel&nbsp;<strong>centro storico</strong>&nbsp;della capitale.</p>



<p>Anticamente in grado di contenere fino a 50.000 spettatori, era il più grande e&nbsp;importante anfiteatro&nbsp;dell&#8217;epoca imperiale. Veniva usato in epoca romana principalmente per gli&nbsp;<strong>spettacoli di lotta tra gladiatori</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>manifestazioni</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>spettacoli pubblici&nbsp;</strong>come rievocazioni di battaglie famose e rappresentazioni basati sulla mitologia classica.</p>



<p>Il&nbsp;<strong>Colosseo</strong>&nbsp;rappresenta il primo anfiteatro stabile in muratura costruito a Roma, dove fino ai tempi di Nerone, organismi simili erano sempre stati realizzati in legno.</p>



<p>Il&nbsp;tipo architettonico dell&#8217;anfiteatro&nbsp;non deriva dal teatro, come molti possano pensare, ma il nome indica la costruzione della&nbsp;<strong>cavea</strong>&nbsp;tutto intorno all&#8217;<strong>arena;</strong>&nbsp;così le parti principali sono, oltre alla cavea con le&nbsp;<strong>gradinate</strong>&nbsp;dove prendevano posto gli spettatori, l&#8217;arena, cioè il terreno di combattimento e di gioco e gli ambienti sotterranei, adibiti a serragli, sale di esercitazioni e spogliatoi.</p>



<p>L&#8217;origine dei ludi gladiatori si fa risalire agli antichi giochi funebri in uso nella Campania, proprio a Pompei c&#8217;è il più antico anfiteatro in pietra, risalente al 79 a.C. I lavori del grande&nbsp;<strong>anfiteatro Flavio</strong>&nbsp;<strong>(Colosseo)</strong>&nbsp;iniziati da&nbsp;Vespasiano&nbsp;(70-79) e localizzati nella zona bassa tra il&nbsp;Celio&nbsp;e l&#8217;Oppio, dove prima esisteva il lago della&nbsp;<strong>Domus Aurea</strong>&nbsp;, ormai abbandonata e in demolizione, furono portati a termine da Domiziano e completati, o forse meglio restaurati da Alessandro Severo e Giordano III.</p>



<h4>L&#8217;architettura</h4>



<p>Le&nbsp;<strong>pareti esterne</strong>&nbsp;misurano un&#8217;altezza di 48 metri e formano un volume su&nbsp;<strong>pianta ellittica</strong>&nbsp;con gli assi che misurano 156 per 188 metri, mentre internamente l&#8217;arena, anch&#8217;essa ellittica, ha gli assi di 54 e 86 metri. Nelle gradinate potevano trovare posto circa cinquantamila spettatori.</p>



<p>La&nbsp;<strong>facciata</strong>&nbsp;è costituita dalla ripetizione in serie, lungo il perimetro dell&#8217;ellisse, di ottanta elementi semplici composti dall&#8217;arco inquadrato nell&#8217;ordine architettonico. La serie delle&nbsp;<strong>arcate</strong>&nbsp;si sviluppa in altezza per tre piani e le semicolonne dei tre ordini architettonici, apartire dal basamento, sono rispettivamente&nbsp;tuscaniche,&nbsp;ioniche&nbsp;e&nbsp;corinzie;&nbsp;il quarto ordine, vero e proprio piano attico, è formato da paraste composite delimitanti delle superfici con piccole finestre rettangolari ed è definito da una trabeazione con il fregio articolato in una serie di mensole a formare un forte ritmo chiaroscurale, costituendo così un giusto coronamento dell&#8217;edificio interno.</p>



<p>Con il&nbsp;<strong>Colosseo</strong>&nbsp;si ha dunque la codificazione definitiva del sistema arcuato dagli&nbsp;ordini architettonici sovrapposti;&nbsp;questo motivo verrà poi ripreso nel 400 dall&#8217;Alberti per impaginare le sue facciate ed adottato in seguito nel trattamento di molti edifici rinascimentali.</p>



<h4>La costruzione</h4>



<p>Il&nbsp;<strong>sistema costruttivo</strong>&nbsp;adoperato per realizzare questo grande complesso fu quanto mai semplice ed ingegnoso, e, schematicamente può essere definito come un&nbsp;insieme di muri radiali inclinati&nbsp;e coperti da&nbsp;volte per reggere le gradinate. I tempi di esecuzione non superarono i 5 anni; fonti storiche fanno coincidere la data d&#8217;inagugurazione con l&#8217;80 d.C. fatta da&nbsp;Tito,&nbsp;anche se poi, come abbiamo detto, si annoverano interventi sul complesso fino al III sec. d. C.</p>



<p>La rapidità di esecuzione si spiega soltanto con la grande capacità organizzativa e tecnica dei costruttori, che divisero l&#8217;opera in settori ed allestirono probabilmente&nbsp;<strong>quattro cantieri autonomi.</strong>&nbsp;Inoltre furono adoperati accorgimenti, quali l&#8217;esecuzione per punti dei&nbsp;setti murari,&nbsp;costituiti da&nbsp;piloni di travertino, riuniti tra loro da&nbsp;archi rampanti, sui quali si potevano impostare le volte delle gradinate, e tratti di&nbsp;tamponamenti in blocchi di tufo&nbsp;realizzati in un secondo tempo; la conferma di questo procedimento si è avuta riscontrando il diverso andamento dei ricorsi delle murature formati rispettivamente dai due materiali sopra nominati. All&#8217;esterno intanto venivano costruiti i piani con i vari ordini architettonici e le volte anulari a chiusura e collegamento degli elementi radiali.</p>



<p>In questo modo in ciascun cantiere appena gettate le volte del primo ordine, si poteva procedere con il secondo e contemporaneamente lavorare al coperto per completare i setti murari e le rifiniutre del piano inferiore, accelerando così notevolmente i tempi di lavorazione.</p>



<h4>Cavea e accessi al pubblico</h4>



<p>All&#8217;interno la&nbsp;<strong>càvea</strong>&nbsp;con i gradini per i posti degli spettatori era suddivisa in&nbsp;<strong>cinque settori orizzontali</strong>&nbsp;(<em>maeniana</em>), riservati a categorie diverse di pubblico, il cui grado decresceva con l&#8217;aumentare dell&#8217;altezza: il&nbsp;settore inferiore, riservato ai senatori e alle loro famiglie, aveva gradini ampi e bassi che ospitavano seggi di legno (<em>subsellia</em>); seguivano il&nbsp;<em>maenianum primum</em>, con otto gradini di marmo, il&nbsp;<em>maenianum secundum</em>, suddiviso in&nbsp;<em>imum</em>&nbsp;(inferiore) e&nbsp;<em>summum</em>&nbsp;(superiore), ancora con gradini in marmo, e infine il&nbsp;<em>maenianum summum</em>, con circa undici gradini lignei all&#8217;interno del portico che coronava la cavea (<em>porticus in summa cavea</em>): i resti architettonici di quest&#8217;ultimo appartengono ai rifacimenti di epoca&nbsp;severiana&nbsp;o di&nbsp;Giordano III.</p>



<p>Un settore di posti nella parte più alta, considerato il peggiore, era riservato alle donne, alle quali, da&nbsp;Augusto&nbsp;in poi, fu sempre vietato di mescolarsi ad altri spettatori.</p>



<p>I diversi settori erano separati da alti podi (<em>precinctio</em>), nei quali si aprivano le porte di accesso (<em>vomitoria</em>), protetti da transenne in marmo (risalenti ai restauri del II secolo).</p>



<p>Gli spettatori raggiungevano il loro posto entrando dalle arcate loro riservate. Ciascuna delle 74 arcate per il pubblico era contraddistinta da un numerale, inciso sulla chiave di volta, per consentire agli spettatori di raggiungere rapidamente il proprio posto.</p>



<h4>L&#8217;arena</h4>



<p>Sotto l&#8217;<strong>arena</strong>&nbsp;erano stati realizzati&nbsp;<strong>ambienti di servizio</strong>, articolati in un ampio passaggio centrale lungo l&#8217;asse maggiore e in dodici corridoi curvilinei, disposti simmetricamente sui due lati. Qui si trovavano i&nbsp;montacarichi&nbsp;che permettevano di far salire nell&#8217;arena i macchinari o gli animali impiegati nei giochi e che, in numero di 80, si distribuivano su quattro dei corridoi: i resti attualmente conservati si riferiscono ad un rifacimento di III o IV secolo.</p>



<p>Le strutture di servizio erano fornite di ingressi separati:</p>



<ul><li>gallerie sotterranee all&#8217;estremità dell&#8217;asse principale davano accesso al passaggio centrale sotto l&#8217;arena, ed erano utilizzate per l&#8217;ingresso di animali e macchinari;</li><li>le due arcate sull&#8217;asse maggiore davano direttamente nell&#8217;arena ed erano destinate all&#8217;ingresso dei protagonisti dei giochi, gladiatori ed animali troppo pesanti per essere sollevati dai sotterranei;</li><li>l&#8217;arena era accessibile per gli inservienti anche da passaggi aperti nella galleria di servizio che le correva intorno sotto il podio del settore inferiore della cavea. Alla galleria si arrivava dall&#8217;anello più interno, lo stesso che utilizzavano i Senatori per raggiungere i propri posti.</li></ul>



<h4>I giochi</h4>



<p>Il&nbsp;<strong>Colosseo</strong>&nbsp;ospitava i&nbsp;giochi dell&#8217;anfiteatro, che comprendevano:&nbsp;<strong>lotte tra animali&nbsp;</strong>(<em>venationes</em>), l&#8217;uccisione di condannati da parte di animali feroci o altri tipi di esecuzioni (<em>noxii</em>), e i&nbsp;<strong>combattimenti tra gladiatori&nbsp;</strong>(<em>munera</em>).</p>



<p>Per l&#8217;inaugurazione dell&#8217;edificio, l&#8217;imperatore&nbsp;Tito&nbsp;diede dei giochi che durarono tre mesi, durante i quali morirono circa 2.000 gladiatori e circa 9.000 animali. Per celebrare il trionfo di&nbsp;Traiano&nbsp;sui Daci vi combatterono 10.000 gladiatori.</p>



<h4>Colosseo Museo</h4>



<p>Simbolo dei fasti dell’impero, l’<strong>Anfiteatro Flavio</strong>&nbsp;ha cambiato nei secoli il proprio volto e la propria funzione, offrendosi come spazio strutturato ma aperto alla comunità romana. Esso ospita, inoltre,&nbsp;<strong>esposizioni temporanee</strong>&nbsp;legate ai temi sempre attuali dell’antico e del suo rapporto con la contemporaneità, nonché&nbsp;<strong>spettacoli moderni</strong>.</p>



<p><strong>Indirizzo:</strong>&nbsp;Piazza del Colosseo, n. 1<br><strong>Biglietti:&nbsp;</strong><em>Il biglietto è acquistabile anche presso le biglietterie del Palatino in Via di San Gregorio n. 30 (Palatino) oppure in Largo Salara vecchia n.5/6 (Foro Romano) e comprende anche l&#8217;ingresso al Palatino e Foro Romano.</em></p>



<ul><li>intero: 9 euro + 2 euro (supplemento mostra);</li><li>ridotto: 4,50 euro + 2 euro (supplemento mostra), per i cittadini della Unione Europea tra i 18 e i 24 anni e per i docenti della Unione Europea (esibendo un documento d’identità valido);</li><li>gratuito: cittadini dell’Unione Europea sotto i 18 e sopra i 65 anni (esibendo un documento d’identità valido) [<a href="http://archeoroma.beniculturali.it/it/node/238">ulteriori informazioni sull&#8217;accesso gratuito</a>];</li></ul>



<p><br><strong>Servizi al pubblico:&nbsp;</strong>Visite guidate, audio e video guide, bookshop Punto Informazioni e Accoglienza al Pubblico: +39 06 77400922</p>




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<a href='http://www.romavisibile.it/il-colosseo/colosseo-panoramica/'><img width="2000" height="1142" src="http://www.romavisibile.it/wp-content/uploads/2019/04/Colosseo-panoramica.jpg" class="attachment-full size-full" alt="" loading="lazy" srcset="http://www.romavisibile.it/wp-content/uploads/2019/04/Colosseo-panoramica.jpg 2000w, http://www.romavisibile.it/wp-content/uploads/2019/04/Colosseo-panoramica-300x171.jpg 300w, http://www.romavisibile.it/wp-content/uploads/2019/04/Colosseo-panoramica-768x439.jpg 768w, http://www.romavisibile.it/wp-content/uploads/2019/04/Colosseo-panoramica-1024x585.jpg 1024w" sizes="(max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></a>
<a href='http://www.romavisibile.it/il-colosseo/img_6602/'><img width="2000" height="1333" src="http://www.romavisibile.it/wp-content/uploads/2019/04/IMG_6602.jpg" class="attachment-full size-full" alt="Colosseo interno" loading="lazy" srcset="http://www.romavisibile.it/wp-content/uploads/2019/04/IMG_6602.jpg 2000w, http://www.romavisibile.it/wp-content/uploads/2019/04/IMG_6602-300x200.jpg 300w, http://www.romavisibile.it/wp-content/uploads/2019/04/IMG_6602-768x512.jpg 768w, http://www.romavisibile.it/wp-content/uploads/2019/04/IMG_6602-1024x682.jpg 1024w" sizes="(max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></a>

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		<title>La Domus Aurea</title>
		<link>http://www.romavisibile.it/la-domus-aurea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Apr 2019 14:03:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Edifici]]></category>
		<category><![CDATA[Monumenti]]></category>
		<category><![CDATA[Rione I Monti]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>La&nbsp;<strong>Domus Aurea</strong>&nbsp;fu realizzata da&nbsp;Nerone nel 64 in occasione dell&#8217;incendio di Roma. E&#8217; una&nbsp;<strong>villa suburbana</strong>&nbsp;su modello delle ville sulla costa laziale estesa per circa 140 ha entro Roma con parchi e giardini.</p>



<p>Lo schema tipologico si rifà alle ville delle coste laziali e campane: l&#8217;<strong>edificio principale</strong>&nbsp;si affaccia su una vallata ed è composto da un corpo centrale vicino ad un trapezio, da due ali ai suoi bordi e da poche altre stanze dalla parte opposta della vallata.</p>



<p>L&#8217;<strong>originalità della villa</strong>, come impianto, è da ricercare nella sua localizzazione all&#8217;interno della città, a ridosso del&nbsp;Colle Oppio, e nel conseguente contrasto tra la vastità dei suoi spazi verdi e la congestione delle insulae circostanti.</p>



<p>Nell&#8217;ala di destra compare la&nbsp;<strong>sala ottagonale</strong>&nbsp;con 5 lati aperti su vani e i restanti verso la vallata. La sala è coperta a padiglione con occhio centrale per la luce, mentre le laterali sono a crociera e a botte. La stabilità sembra minata dall&#8217;apertura di fornici sui lati di base ma in realtà gli ambienti laterali contraffortano la cupola che non poggia solo sugli esili pilastri a fianco delle coperture.</p>



<p>L&#8217;ambiente ottagonale verrà successivamente impiegato e qui percorre i tempi, la concrezione e le volte costituiscono ancora esempi poi imitati per la loro complessità spaziale e funzionalità.</p>



<p>Spiccano la compenetrazione degli ambienti maggiore e minore a riprova della complessità spaziale accennata e l&#8217;importanza dell&#8217;illuminazione generata dall&#8217;occhio e da finestre aperte alla semi altezza al di sopra dell&#8217;estradosso della cupola, nella prosecuzione dei muri di spigolo dell&#8217;ottagono ad illuminare i vani laterali.</p>



<p>Dopo la&nbsp;<strong>Domus Aurea</strong>&nbsp;il ricorso alla pianta ottagonale coperta a padiglione, diventerà abbastanza diffuso; è però interessante osservare come la sala neroniana risulti un episodio anticipatore di esperienze che si concretizzeranno compiutamente soltanto nella maturità dell&#8217;architettura romana.</p>



<p>Qui troviamo infatti espresse, sia la compenetrazione spaziale tra la sala principale e gli ambienti minori disposti a contrafforte, sia la ricerrca di particolari effetti luminosi.</p>
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		<title>Il Teatro Marcello</title>
		<link>http://www.romavisibile.it/il-teatro-marcello/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Apr 2019 14:02:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Edifici]]></category>
		<category><![CDATA[Monumenti]]></category>
		<category><![CDATA[Rione XI S. Angelo]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Dopo la ricostruzione del&nbsp;<strong>Teatro di Pompeo</strong>,&nbsp;Cesarea veva in progetto la realizzazione di un altro teatro, che fu eseguito solo più tadi da&nbsp;Augusto&nbsp;e dedicato alla memoria di suo nipote&nbsp;<strong>Marcello</strong>.&nbsp;Il&nbsp;<strong>teatro romano</strong>&nbsp;sorge in ritardo rispetto alla produzione teatrale latina ma, elemento destinato alla rappresentazione, riprende in part il tipo di teatro greco sia pur rivoluzionando l&#8217;impostazione strutturale</p>



<p>Il&nbsp;<strong>teatro greco</strong>&nbsp;si realizzava su un declivio per poter sfruttare la pendenza per la realizzazione della cavea; qui la tecnica delle volte, dell&#8217;arco e della concezione strutturale risolvono il problema permettonde la realizzazione a sè stante. Una serie di setti radiali voltati a botte inclinata sorreggono le gradinate.</p>



<p>La tipologia può essere riassunta da varie unità funzionali oltre alla&nbsp;<strong>cavea</strong>&nbsp;e alla&nbsp;<strong>platea</strong>&nbsp;compare il&nbsp;<em>Pucpitum,</em>&nbsp;il&nbsp;<em>Frons Scanae</em>&nbsp;e le&nbsp;<em>Vesumae</em>. Il primo era il vero&nbsp;<strong>palcoscenico</strong>&nbsp;rialzato e botolato per attori, coro e ballerini, l&#8217;altro costituiva la&nbsp;<strong>scenda di sfondo</strong>, le ultime due accessi laterali per l&#8217;ingresso degli attori.</p>



<p>La concezione dello spazio appare totalmente diversa da quella del teatro greco per il diverso rapporto tra ambiente e teatro. La presenza di una superficie curva esterna a più ordini delimita la cavea; gli elementi strtutturali romani fanno il resto.</p>



<p>Nel&nbsp;<strong>Teatro di Marcello</strong>&nbsp;compaiono setti radiali come classicamente esposto e al primo piano una botte anulare chiude un ambulacro. Al piano successivo le botti più esterne sono radiali come quelle che sostengono per evitare le spinte sulle facciate. Compaiono due tipi di ordini architettonici: al primo piano il tuscanico, al secondo ionico e al terzo piano lesene corinzie.</p>
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		<title>Domus Augustana: il Palazzo di Domiziano</title>
		<link>http://www.romavisibile.it/domus-augustana-il-palazzo-di-domiziano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Apr 2019 13:58:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Edifici]]></category>
		<category><![CDATA[Monumenti]]></category>
		<category><![CDATA[Rione X Campitelli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La grande&#160;residenza di Domiziano, chiamata ufficialmente&#160;Domus Augustana&#160;e volgarmente Palatium (Palazzo di Domiziano), è uno dei pochi grandi edifici romani di &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>La grande&nbsp;<strong>residenza di Domiziano</strong>, chiamata ufficialmente&nbsp;<strong>Domus Augustana</strong>&nbsp;e volgarmente Palatium (<strong>Palazzo di Domiziano</strong>), è uno dei pochi grandi edifici romani di cui si conosce il nome dell&#8217;architetto:&nbsp;Rabirio.&nbsp;Fu inaugurata nel 92. d.C. Sorgeva sulle sella irregolare fra i due rialzi del colle&nbsp;Palatino:&nbsp;una posizione che dal punto di vista della pianta creava alcuni problemi. A ovest e a sud-ovest era limitata da monumenti già esistenti e, oltre alle differenze di livello imposte dal terreno, richiedeva due facciate opposte asimmetriche, una a nord rivolta verso la valle del Foro, e una a sud verso il&nbsp;Circo Massimo.</p>



<p>La soluzione adottata da Rabirio fu di raggruppare gli appartamenti ufficiali su una piattaforma parzialmente artificiale, formando una ala occiedntale praticamente indipendente, che dominava dall&#8217;alto il&nbsp;<strong>Foro</strong>;&nbsp;mentre la residenza privata occupava la fronte sul Circo Massimo, a un livello in parte inferiore.</p>



<p>I due blocchi erano connessi da un paio di grandi corti colonnate, che insieme costituivano un asse traverso. Ad est si opponeva al palazzo di rappresentanza, nella pianta ma non dal punto di vista volumetrico, un lungo giardino incavato (lo stadio), dietro al quale furono aggiunte più tardi alcune strutture supplementari, fra cui un edificio termale. Il complesso era servito da un ramo dell&#8217;acquedotto costruito da Nerone per portare l&#8217;acqua alla&nbsp;<strong>Domus Aurea</strong>&nbsp;.</p>



<p>L&#8217;ala ufficiale del<strong>&nbsp;Palazzo di Domiziano</strong>&nbsp;si compenva di tre elementi: gli appartamenti di stato, disposti a terrazza, sopra la valle che saliva dall&#8217;Arco di Tito; dietro ad essi un ampio portico-giardino, circondato su due lati da una serie di stanze minori, di cui non si conosce la funzione precisa; e, sul fondo del peristilio, la grande mole del triclinio.</p>



<p>Gli appartamenti di stato formavano un blocco rettangolare praticamente indipendente, che si estendeva su tutta la fronte settentrionale, rivolto verso l&#8217;esterno e comunicante col peristilio soltanto attraverso porte secondarie.</p>



<p>All&#8217;estremità occidentale c&#8217;era la&nbsp;Basilica,&nbsp;dove l&#8217;imperatore impartiva giustizia. Nel centro c&#8217;era una grande sala delle udienze, chiamata convenzionalmente<strong>&nbsp;Aula Regia,</strong>&nbsp;che doveva essere usata per cerimonie ufficiali come il ricevimento di ambasciatori stranieri. Al limite orientale c&#8217;era una sala più piccola, che è stata identificata come il Larario, o cappella palatina, ma che è forse un&#8217;anticamera della sala principale. Dietro a questa c&#8217;era una stanza di servizio, che dava accesso all&#8217;unica scala di esistono tracce in questa parte del palazzo. Lungo i lati a nord e ad ovest correva un portico esterno, con balconi sporgenti di fronte alle entrate delle tre sale principali.</p>



<p>Tutto il complesso era costruito, su massicce fondazioni, in un bel conglomerato con paramenti di mattoni, intercalati da corsi orizzontali di tegole. Le pareti erano internamente rivestite di altri materiali: pannelli e odrini decorativi di marmo nelle sale principali, intonaco nelle stanze di servizio. Le volte erano quasi certamente rivestite di stucco, probabilmente a tratti dorate e forse già in parte ornate di mosaici, per esempio nelle cupole delle absidi.</p>



<p>La pianta delle due sale principali ha un solo elemento in comune, cioè l&#8217;abside nel mezzo del muro meridionale, un elemento che fa cioè l&#8217;abside nel mezzo del muroi meridionale, un elemento che fa qui la sua prima comparsa nell&#8217;edilizia romana, come concretizzazione architettonica dalla maestà semidivina dell&#8217;imperatore.</p>
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		<title>Il Foro di Augusto</title>
		<link>http://www.romavisibile.it/il-foro-di-augusto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Apr 2019 13:54:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Edifici]]></category>
		<category><![CDATA[Monumenti]]></category>
		<category><![CDATA[Rione I Monti]]></category>
		<category><![CDATA[Rione X Campitelli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il&#160;Foro&#160;è il&#160;cuore civico della città romana&#160;con attività amministrative, politiche, commerciali e religiose che vi trovano posto. E&#8217; parte integrante del &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il&nbsp;<strong>Foro</strong>&nbsp;è il&nbsp;cuore civico della città romana&nbsp;con attività amministrative, politiche, commerciali e religiose che vi trovano posto. E&#8217; parte integrante del tessuto della città e si colloca solitamente alla confluenza delle strade più importanti o nei pressi di essa. L&#8217;<strong>evoluzione del foro prima dell&#8217;età imperiale</strong>&nbsp;è molto complessa e riguarda caso per caso proprio perchè è parte integrante dell&#8217;urbanistica della città e si adatta sia al territorio che agli adattamenti di esso. A Roma compaiono diversi fori in epoche differenti per svolgere attività sempre più vicine alle necessità della popolazione.</p>



<p><strong>Augusto</strong>&nbsp;nel suo complesso di interventi regala a Roma una serie imponente di opere pubbliche per buona parte collocate nel suo Foro. A&nbsp;<strong>Roma,</strong>&nbsp;si conserva ben poco degli altri&nbsp;<strong>monumenti augustei;</strong>&nbsp;il&nbsp;Mausoleo di Augusto&nbsp;che riprende motivi etruschi, realizzato con un sistema ingegnoso di volte che formano il grande tumulo ricoperto di terra ed il complesso dei&nbsp;quattro templi di Largo Argentina.</p>



<h4>Il Foro di Augusto</h4>



<p>Il&nbsp;<strong>Foro di Augusto</strong>&nbsp;fu realizzato in connessione al&nbsp;Foro di Giulio Cesare,&nbsp;del resto anch&#8217;esso completato da Ottaviano. L&#8217;impianto del Foro, simile a quello del Foro Giulio, è caratterizzato da una spiccata assialità che vede i portici e il tempio di&nbsp;Marte Ultore&nbsp;disposti simmetricamente rispetto all&#8217;asse maggiore dello spazio rettangolare su cui è organizzato la piazza del Foro.</p>



<p>Notevole l&#8217;influenza delle piazze tardo ellenistiche nell&#8217;uso dei portii colonnati e degli ordini, ma il complesso di spazio che ne nasce è di chiaranovità romana per la sua ampiezza e per la conformazione e uso degli elementi architettonici e di composizione urbanistica.</p>



<p>La presenza di elementi curvilinei, come le esedre e l&#8217;abside del tempio, rappresentano delle articolazioni planimetriche inserite in un contesto neoclassico con il trattamento lineare dei portici architravati e ritmati dall&#8217;ordine archiettonico.</p>
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		<title>Il Foro di Traiano</title>
		<link>http://www.romavisibile.it/il-foro-di-traiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Apr 2019 13:53:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Monumenti]]></category>
		<category><![CDATA[Rione I Monti]]></category>
		<category><![CDATA[Rione X Campitelli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Anche nelle opere realizzate da&#160;Traianoe progettate dal suo architetto,&#160;Apollodoro di Damasco, si riscontra il contrasto fra la tendenza classicheggiante dell&#8217;architettura &#8230; </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Anche nelle opere realizzate da&nbsp;<strong>Traiano</strong>e progettate dal suo architetto,&nbsp;Apollodoro di Damasco, si riscontra il contrasto fra la tendenza classicheggiante dell&#8217;architettura ufficiale e le ricerche legate alle possibilità formaili dell&#8217;opera cementizia.</p>



<p>Così il&nbsp;<strong>Foro di Traiano</strong>, pur avendo caratteri innovatori, come ad esempio la disposizione della&nbsp;Basilica&nbsp;disposta trasversalmente, in effetti ricalca, sia pure in grande dimensioni, gli schemi e le tecniche costruttive fissate, un secolo prima, nel&nbsp;<strong>Foro di Augusto</strong>&nbsp;.</p>



<p>L&#8217;impianto è costituito da un grande spazio rettangolare, fiancheggiato da portici, al quale si accedeva mediante un ingresso ad arco onorario, aperto al centro di una parete ad andamento convesso verso l&#8217;essterno. Al centro della piazza era posta la statua equestre di Traiano e, sullo stesso asse trasversale, il muro di cinta si rigofia ai due lati e forme le prime due esedre semicircolari. Le seconde sono in corrispondenza della&nbsp;<strong>Basilica Ulpia</strong>, che come si è detto, chiude la grande piazza.</p>



<p>Dietro la Basilica, al centro c&#8217;è la colonna coclide con ai lati le due biblioteche, greca e latina e la zona, dove&nbsp;<strong>Adriano</strong>&nbsp;farà inserire il&nbsp;<strong>tempio dedicato a Traiano</strong>, delimitata da un portico semicircolare.</p>



<p>Sfruttando il taglio operato alle pendici del&nbsp;Quirinale&nbsp;per realizzare lo spazio pianeggiante necessario alla sistemazione del&nbsp;<strong>Foro,</strong>&nbsp;fu costruito un complesso commerciale, il&nbsp;<strong>Mercato di Traiano</strong>, o&nbsp;<strong>Mercati Traianei</strong>, che analizzeremo in particolare fra poco.</p>
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		<title>I Mercati Traianei</title>
		<link>http://www.romavisibile.it/i-mercati-traianei/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Apr 2019 13:04:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Edifici]]></category>
		<category><![CDATA[Monumenti]]></category>
		<category><![CDATA[Musei]]></category>
		<category><![CDATA[Rione I Monti]]></category>
		<category><![CDATA[Rione X Campitelli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I&#160;Mercati Traianei erano un nuovo quartiere commerciale, disposto a più piani sul ripido pendio che era stato creato tagliando la &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>I&nbsp;<strong>Mercati Traiane</strong>i erano un nuovo quartiere commerciale, disposto a più piani sul ripido pendio che era stato creato tagliando la sella che univa&nbsp;l&#8217;Esquilino&nbsp;al&nbsp;Capitolino&nbsp;allo scopo di formare uno spazio piano per il complesso del&nbsp;<strong>Foro</strong>&nbsp;e della&nbsp;<strong>Basilica.</strong></p>



<p>E&#8217; vero che certe categorie di monumenti pubblici la convenzione era la simmetria assiale; ma quando non esistevano limiti imposti dalle convenzioni o quando la natura del luogo richiedeva un trattamento più libero e meno formale, come nel caso dei&nbsp;<strong>Mercati Traianei,</strong>&nbsp;l&#8217;architetto romano era pronto alle variazioni, e in questi casi il calcestruzzo era il mezzo ideale.</p>



<h4>L&#8217;area e la pianta</h4>



<p>L&#8217;area scelta per i&nbsp;<strong>Mercati Traianei</strong>&nbsp;era particolarmente adatta per una progettazione vivace e immaginosa.</p>



<p>La libera articolazione planimetrica, il sapiente uso di volte ed archi per contrastare ed equilibrare le spinte, e l&#8217;organizzazione spaziale dei vari elementi di questo complesso, collegati fra loro in maniera da formare una vera e propria architettura di percorso, evidenziano molto bene l&#8217;altra tendenza delle esperienze architettoniche romane: quella sperimentale ed innovatrice.</p>



<h4>Il Mercato</h4>



<p>I&nbsp;<strong>Mercati Traianei&nbsp;</strong>furono costruiti da una serie di&nbsp;<em>tabernae,</em>&nbsp;disposte ad emiciclo su diversi piani, in modo da formare una vera e propria opera di contenimento della grande scarpata e collegate da percorsi e rampe di raccordo ad altri ambienti sistemati alle varie quote del dislivello esistente.</p>



<p>L&#8217;aula del mercato è un edificio relativamente modesto, e ciò che colpisce non sono le sue dimensioni, ma la sua logica di progettazione. La forma dell&#8217;emiciclo fu imposta da quella dell&#8217;esedra del&nbsp;<strong>Foro,</strong>&nbsp;mentre le curve concatenate del blocco che occupa l&#8217;area fra via Biberatica e l&#8217;angolo nord sono prodotte dal desiderio di dare una certa misura di unità alla fronte di un&#8217;area difficile.</p>



<p>L&#8217;emiciclo a corona dell&#8217;esedra del&nbsp;<strong>Foro,</strong>&nbsp;al pianterreno, è formato da una successione di tabernae con porte di accesso riquadrate da pesanti stipiti ed architravi in travertino, mentre al primo piano le tabernae poste all&#8217;interno sono servite da una galleria che corre lungo il fronte esterno ritmato da finestre ad arco inquadrate da leggere paraste in mattoni, che sorreggono una cornice con motivo alternato di leggeri timpani curvilinei e triangolari chiusi od aperti. Attraverso rampe di scale si raggiunge la strada superiore (detta Biberatica nel Medioevo), che si svolge intorno all&#8217;emiciclo per poi inoltrarsi all&#8217;interno sempre tra file di botteghe organizzate su terrazzamenti a vari livelli e termina sotto la facciata ovest, alta tre piani, della sala posta a settentrione sull&#8217;attuale via&nbsp;IV Novembre.</p>



<h4>La Basilica</h4>



<p>Questa sala, individuata dal Crema come la probabile&nbsp;<strong>Basilica di Traiano</strong>&nbsp;(<em><strong>Basilica Traiana</strong></em>), è a pianta rettangolare, coperta da sei volte a crociera impostate su mensole di travertino sporgenti da pilastri, a loro volta collegati da archi ai muri perimetrali. Ai lati vi sono due ordini di botteghe coperte a botte; quelle inferiori addossate ed aperte sull&#8217;ambiente centrale, quelle superiori invece arretrate e servite da ballatoi coperti che, a loro volta, si affacciano sulla grande aula.</p>



<h4>La decorazione</h4>



<p>Come conveniva a un complesso essenzialmente utilitario, alla semplicità del disegno si accompognava un uso molto sobrio della decorazione architettonica. Fuori dell&#8217;emiciclo centrale, la superficie parietale era animata quasi esclusivamente da porte, finestre e balconi. E le finestre crescevano sempre in numero e dimensioni.</p>



<p>Le otto grandi finestre della sala semicircolare opposta all&#8217;angolo nord-orientale del Foro occupano due terzi della parete superiore all&#8217;interno, riducendo la parete stessa a poco più della struttura necessaria a sostenere la volta. Dall&#8217;esterno la facciata di questa salsa era un elemento preminente del disegno, eppure in essa l&#8217;unica decorazione convenzionale era una sottile modanatura attorno alle tre finestre superiori, che disegnava un timpano curvilineo. L&#8217;accento architettonico era affidato alle finestre stesse. Non solo la decorazione era usata in modo molto più sobrio, ma la poca che c&#8217;era aveva anche un carattere molto diverso.</p>



<p>Quasi per una connessione al vicino&nbsp;<strong>Foro,</strong>&nbsp;le finestre del piano superiore dell&#8217;emiciclo erano incorniciate da un delicato ordine decorativo, che assomiglia un poco agli ordini decorativi esterni dell&#8217;architettura monumentale della tarda&nbsp;Repubblicae del primo&nbsp;Impero.</p>



<h4>Il Museo</h4>



<p><a href="../../visitare/musei/mercati-di-traiano-e-museo-dei-fori-imperiali.html"><strong>Mercati di Traiano</strong>&nbsp;&#8211;&nbsp;<strong>Museo dei Fori Imperiali</strong></a>&nbsp;<br>Via IV Novembre 94 &#8211; 00187 Roma<br>Tel.: 060608<br>E-mail:&nbsp;<a href="mailto:info@mercatiditraiano.it">info@mercatiditraiano.it</a>&nbsp;<br>Sito: www.mercatiditraiano.it<br><strong>Orari di apertura</strong>&nbsp;martedì &#8211; domenica 9.00-19.00 (la biglietteria chiude un&#8217;ora prima), 24 dicembre e 31 dicembre 9.00 &#8211; 14.00&nbsp;<strong>Giorni chiusura</strong>&nbsp;Lunedì, 1 Gennaio, 1 Maggio, 25 Dicembre</p>



<p><strong>Ingresso ordinario</strong><br>Intero € 6,50<br>Ridotto € 4,50<br>In occasione di eventi culturali il prezzo del biglietto può subire variazioni</p>



<p>Per approfondire e per gli&nbsp;<a href="http://www.mercatiditraiano.it/informazioni_pratiche/biglietti_e_prenotazioni">accessi gratuiti</a></p>
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		<title>Il Pantheon</title>
		<link>http://www.romavisibile.it/il-pantheon/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Apr 2019 12:57:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Monumenti]]></category>
		<category><![CDATA[Rione IX Pigna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il&#160;Pantheon&#160;rappresenta il punto di arrivo delle complesse ricerche spaziali, strutturali e architettoniche dell’architettura Romana dell’età di Adriano&#160;. Si evidenzia l’importanza &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il&nbsp;<strong>Pantheon</strong>&nbsp;rappresenta il punto di arrivo delle complesse ricerche spaziali, strutturali e architettoniche dell’architettura Romana dell’età di Adriano&nbsp;. Si evidenzia l’importanza dello spazio interno e la sua dilatazione; le complesse ricerche di natura tecnica portano alla realizzazione della cupola muraria con la luce maggior del mondo: m. 43.30.</p>



<p>Soprattutto è l’elemento espressivo del perenne contrasto nell’architettura romana tra tradizione e innovazione: la fronte è classica con timpano triangolare, lo spazio interno di dilata notevolmente.</p>



<p>Il&nbsp;<strong>Pantheon</strong>&nbsp;fu realizzato nel 118 d.C e fu costruito sulle rovine del tempio di Agrippa, distrutto dopo un incendio e le rovino si scorgono sotto l’attuale opera.</p>



<p>La forma Adrianea a pianta centrale sembra rifarsi ai templi a pianta centrale della tradizione ellenistica delle rotonde onorarie ma la provenienza strutturale è di innovazione romana, profondamente diversa da quella che si rià a scelte e schemi tecnici più prossimi ai ninfei.</p>



<p>Nell’antichità la rotonda doveva essere quasi completamente nascosta da altri edifici, ora demoliti. A una visione frontale non si vedeva molto più della facciata a timpano, sulle sue otto colonne di granito egiziano che sorgeva maestosa in fondo ad una lunga avancorte porticata. Un pronao a timpano era ancora necessaria concessione alle convenzioni. Non si era potuto nascondere completamente la vista della rotonda, ma la si era convenientemente allontanata nello sfondo.</p>



<p>L’effetto cambia totalmente quando si entra nella rotonda. La concezione stessa del santuario di un tempio come di qualcosa di più di una scatola rettangolare, o talvolta cilindrica, rigorasamente chiusa, era già un’innovazione rivoluzionaria, e, anche a parte ogni considerazione di costume, la prima impressione prodotta dalla rotonda, con la sua slancita volta a cassettoni e la luce che pentera dall’apertura centrale, deve essere stata sempre una delle più grandi esperienze architettoniche.</p>



<h4>L’organismo</h4>



<p>L’organismo è costituito da un avancorpo rettangolare, il pronao sostenente le sue otto colonne monolitiche corinzie grigio-verdi, un frontone triangolare, un corpo cilindrico su cui si imposta una cupola emisferica cassettonata con occhio centrale di nove metri e da un elemento di mediazione costituito da un raccordo murario tra i due, con due nicchie affaccianti nel pronao a fianco dell’ingresso.</p>



<p>Il pronao è sorretto da 18 colonne su 3 file, le restanti di marmo rosa, ed è tripartito dalla loro scansione. L’ambiente interno, in cui spicca l’immensa dilatazione presenta due ordini e al primo una successione di pieni e vuoti con nicchie e pilastri, ma, nella sede delle nicchie, per ognuna delle due colonne lasciamo percepire la continuità del perimetro di base. I vani al piano terra sono l’ingresso e sull’asse principale una conca absidale non diaframmata; due nicchie semicircolari sull’asse traverso, quattro nicchie rettangolari sulle diagonali, otto edicole addossate ai pilastri che portano la cupola, oltre otto nicchie esterne, dietro le edicolem necessarie per continuare l’alleggerimento della struttura e favorire un più rapido essiccamento. Al primo piano compare una fascia rimaneggiata nel ‘700 ed ora ripristinata in stile ‘500. Salendo compaiono cinque oridini di 28 cassettoni ciascuno, sormontati da un ultimo ordine e dall’occhio.</p>



<h4>Aspetti dimensionali</h4>



<p>Le fondazioni corrono lungo tutto il perimetro di base (con muratura da 6 metri) per un altezza di quattro metri e mezzo e uno spessore iniziale di m. 7,50, portato a 10 metri dopo un cedimento lungo l’asse nord-sud, sono realizzate con strati di calcestruzzo e basalto con scaglie di travertino.</p>



<p>La muratura parte dai 6 metri di spessore per arrivare, in chiave a un metro e mezzo considerando anche un alleggerimento dei materiali. La volta in chiave ha un’altezza pari al diametro di base di m. 43,30.</p>



<h4>Aspetti tecnico costruttivi</h4>



<p>Dopo le fondazioni , il primo livello della muratura, fino ad un’altezza di 1250 metri alla prima cornice è realizzata con strati di calcestruzzo e scaglie di travertino e tufo, presentando un rivestimento di mattoni triangolari. Seguono a distanza di m. 1,60 ricorsi di mattoni quadrati. Si innestano poi archi di scarico a sostegno della cupola.</p>



<p>Dalla prima cornice imposta della cupola e per un’altezza di nove metri e mzzo compaiono strati di calcestruzzo con scagli di tufo e laterizi, che alla progressiva salita compaiono sempre più da soli. Dei ricorsi esterni con funzione di ricarico contribuiscono all’assorbimento delle spinte.</p>



<p>Nell’ultimo tratto la muratura è costituita da strati di calcestruzzo con scagli edi laterizi e pomice. L’intradosso della cupola è rivestito con mattoni a spina di pesce e all’estradosso con Opus Signinum su cui si fissano le tegole di bronzo.</p>



<h4>Aspetti decorativi</h4>



<p>Altri due aspetti del&nbsp;<strong>Pantheon</strong>&nbsp;meritano un breve cenno: le proporzioni e il simbolismo del disegno e la decorazione interna. Tanto dalle fonti letterarie quanto dai monumenti risulta evidente che la proporzione ha sempre avuto una parte cospicua nell’architettura classica, e che un altro fattore importante è il simbolismo, particolarmente negli edifici di carattere direttamente o indirettamente religioso. Di questo possiamo indicare un esempio interessante nell’abside e nella semicupola che, come abbiamo visto nel&nbsp;palazzo di Domiziano&nbsp;, aveva già trovato posto nel cerimoniale di ispirazione religiosa della corte imperiale.</p>



<p>Nel&nbsp;<strong>Pantheon</strong>&nbsp;è evidente il simbolismo cosmico del disegno generale e degli otto settori uguali in cui è diviso l’interno dalla porta e dalle sette nicchie.</p>



<h4>Particolari</h4>



<p>Vitruvio&nbsp;descrive esattamente come, nella progettazione del&nbsp;<strong>Pantheon,</strong>&nbsp;l’architetto debba aver cominciato dividendo la circonferenza interna in 4, 8, 16, e 32 parti simmetriche; e non può essere un caso che nell’alzato la distanza fra la cornice dell’ordine inferiore e la sommità della cupola sia uguale al lato del quadrato inscritto nello stesso cerchio.</p>



<p>Un particolare a cui non si è trovata spiegazione è la scelta del 28 come numero dei cassettoni di ogni anello. E’ possibile che si trattasse di una particolare raffinatezza dell’architetto, che voleva sfruttare il sottile passaggio di ritmo dall’8 al 7 per sottolineare il mutamento formale fra il tamburo e la cupola? Intenzionale o no, questo è l’effetto che il fenomeno produce e, insieme con l’illuminazione centrale della cupola, è una delle ragioni per cui la cupola stessa sembra sospesa quasi senza peso sulla struttura.</p>



<p>Nello studio dell’architettura romana il&nbsp;<strong>Pantheon</strong>&nbsp;occupa una posiziona centrale: Non solo perchè è, sotto tutti i punti di vista, uno dei più grandi edifici dell’antichità; non oslo perchè rappresenta la maturità raggiunta dall’architettura basata sulla volta e sull’opera cementizia, che pè il grnade contributo romano alla storia dell’architettura europea, ma anche perchè lo possiamo vedere ancora oggi come lo vedeveano i Romani al loro tempo.</p>
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